Osservatorio sul Marketing 2016
L’ultima edizione dell’incontro ha messo in evidenza come le conoscenze web, la specializzazione e l’uso del social network stiano diventando sempre più centrali nelle attività delle imprese italiane
Come si muove oggi un’impresa. Su cosa punta. Come dovrebbe agire. Dubbi più che amletici. Roba concreta, magari non nuova, ma, come si suol dire, repetita iuvant. E allora, ecco arrivare in soccorso la quinta edizione dell’Osservatorio sul Marketing presentato oggi al BtoB Marketing Forum, il principale evento in Italia dedicato ai professionisti del mondo B2B promosso da Cribis D&B - società di business information del Gruppo Crif, da Aism - Associazione Italiana Sviluppo Marketing e da MagNews - struttura specializzata da oltre 15 anni in soluzioni di digital direct marketing multicanale.
Le imprese e il mobile marketing, una storia ancora da scrivere
Tra chiacchiere, confronti e studio delle singole esperienze, è venuto fuori che sito, public relation, seo e sem, pubblicità online e email marketing sono gli strumenti più efficaci per le imprese. Non danno invece i risultati attesi in termini di Roi e vengono poco utilizzati il mobile marketing, gli eventi online e i video mktg. Il budget destinato al marketing aziendale, secondo gli intervistati, crescerà del 61% nei prossimi due o tre anni, per il 20% rimarrà invariato, per il 3% diminuirà, il 16% non ne ha idea. I maggiori investimenti delle aziende in fatto di marketing saranno destinati, nel prossimo biennio, al sito aziendale (per il 59% degli intervistati), al web marketing (per il 58%), alla pubblicità online (per il 56%), ai social media (per il 55%), al Seo e Sem (per il 54%). Poco budget verrà destinato invece alla pubblicità (escluso online), alle fiere, al direct marketing tradizionale e al telemarketing, attività ritenute dalle aziende poco strategiche per il proprio business. Risposte che fanno emergere chiaramente una sempre maggiore importanza degli strumenti digitali nel canale B2B da parte delle imprese italiane.
Social, la priorità del triennio
Per i prossimi tre anni le tematiche che stanno riscuotendo maggiore interesse sono il lead management (per il 32% degli intervistati), il content marketing (per il 29%) e i social media, una priorità quest’ultima che ha attirato l’interesse del 26% degli esperti. Stando alla ricerca, se si sposta lo sguardo sulle metriche attraverso le quali gli intervistati sono valutati, il 55% ha risposto l’acquisizione di nuovi clienti, il 47% la crescita dei ricavi, il 28% la brand awareness, il 27% l’innovazione, il 26% il Roi e il 25% la fidelizzazione dei clienti. Ma quali sono invece gli strumenti più efficaci per avere informazioni su clienti e prospect? La maggior parte, il 66%, ha risposto la forza vendita, il 48% le banche esterne. Poi arrivano i social network, tra questi, il più utilizzato, nel 39% dei casi, è Linkedin, seguono Facebook con l’11%, solo il 6% per Google+.
Il segreto del successo
L’analisi ha preso in esame anche le skill che bisogna avere per avere successo nei prossimi anni. Per il 54% dei rispondenti saranno fondamentali le capacità analitiche, per il 50% il digital, per il 46% le capacità commerciali, per il 45% le tecnologie e i processi. Solo il 26% invece punta sulla leadership. Per quanto concerne i principali problemi da affrontare nella gestione delle informazioni sui clienti e prospect, il 68% ha segnalato aggiornamento/monitoraggio delle informazioni nel tempo, il 48% ha indicato la mancanza di informazioni sufficienti per una corretta qualificazione, il 32% invece il supporto tecnologico inadeguato e la normalizzazione delle informazioni strategiche. Un altro aspetto preso in esame è quello della strategia di email marketing, che per il 64% degli intervistati aumenta la lead generation, per il 50% aumenta le opportunità di vendita, per il 36% ha invece l’obiettivo di rafforzare la lead nurturing. L’analisi presentata questa mattina ha anche chiesto agli intervistati con quale frequenza inviano DEM e/o Newsletter ai propri clienti e prospect. Il 38% ha affermato una volta al mese, il 24% meno di una volta al mese, il 20% settimanalmente, l’1% quotidianamente, l’8% mai.