Apple come Microsoft esce dal business adv: non venderà più pubblicità diretta su iAd, che diventa una piattaforma self-service
L’indiscrezione rilanciata da BuzzFeed rivela uno dei pochi fallimenti della “Mela Morsicata” negli ultimi anni, dettato soprattutto dagli alti costi per gli inserzionisti e dalla gelosa protezione dei dati da parte di Cupertino. Ora la palla, e i ricavi, passano agli editori responsabili per tutto il processo di advertising. I punti di domanda più grandi sono invece quelli relativi ai partner lato demand, come Rubicon Project e Mediamath. Così, Google e Facebook possono brindare
A sei anni di distanza dal lancio, Apple starebbe pensando di trasformare il servizio iAd in una piattaforma self-service chiudendo il segmento di vendita diretta, con conseguenti licenziamenti, di uno dei suoi pochi flop. Una scelta importante che pone Cupertino al di fuori del business pubblicitario sulla scia di quanto già fatto dal rivale Microsoft attraverso l’annuncio dello scorso luglio, con cui la company guidata da Satya Nadella ha reso noto di aver scelto Aol come partner per la raccolta diretta e Appnexus per il programmatic.
L’indiscrezione su iAd è stata rilanciata da BuzzFeed e velocemente ripresa dai media di tutto il mondo: una fonte ha detto alla testata che la decisione è stata meditata a lungo perché il prodotto non è mai decollato e lo stesso Tim Cook aveva ammesso nel 2014 che iAd rappresentava una parte minimale del giro d’affari della Mela. “Semplicemente non siamo bravi a fare questo”, ha dichiarato la fonte a BuzzFeed.
Per chi non lo sapesse iAd è il network pubblicitario creato da Apple per la compravendita degli spazi pubblicitari su iPhone e iPad. In particolare gli sviluppatori di terze parti possono inserire annunci per promuovere le proprie applicazioni all’interno dell’ecosistema iOS mentre gli investitori si ritrovano una piattaforma unica dove poter acquistare advertising.