Landor compie 85 anni nel mondo e 55 in Italia, tra crescita e sinergie con WPP Creative
Dopo un 2025 in buona crescita e prospettive analoghe per il 2026, Antonio Marazza, General Manager Southern Europe della brand consultancy, spiega a DailyMedia i trend del nostro mercato
Antonio Marazza
Landor, tra le più importanti brand consultancy al mondo e parte del gruppo WPP, celebra quest'anno un traguardo straordinario: 85 anni di storia globale e 55 anni di presenza e successi in Italia. Fondata nel 1941 da Walter Landor – colui che ha letteralmente inventato la disciplina del moderno branding –, l'agenzia continua a guidare la trasformazione delle marche combinando un'anima fortemente analitica e orientata al business con una straordinaria spinta creativa. L'anniversario diventa l'occasione per fare il punto su come il branding sia evoluto da pura disciplina estetica a leva strategica.
Il valore del branding
Antonio Marazza, General Manager Southern Europe di Landor, dialogando con DailyMedia, definisce chiaramente il posizionamento che distingue Landor nel panorama del marketing: «Molti parlano di branding: in Landor, 85 anni fa, abbiamo letteralmente creato questa categoria, e oggi la nostra missione è chiara: creiamo e trasformiamo brand che fanno innamorare le persone e, al tempo stesso, producono valore economico misurabile per i nostri clienti. È una realtà metodologica: il branding non è mera estetica, è scienza. Dietro ogni nostro progetto c'è un metodo rigoroso che combina analisi strategica e creatività d'avanguardia, per trasformare il brand in un asset capace di impattare direttamente sul conto economico e lo stato patrimoniale delle aziende. In questa fase, la pubblicità ha obiettivi spesso meno strategici, più orientati ai risultati, così come i social forniscono una stratificazione più tattica dell'immagine di marca. In un contesto quindi "oggettivamente" e "soggettivamente" più rischioso, la corporate identity rappresenta per i brand una sorta di "guard rail" per non andare fuori strada. Per questo lavoriamo sempre più in sinergia con le agenzie di WPP Creative in un clima di ancor maggiore integrazione che ci ha permesso di chiudere il 2025 in buona crescita, con prospettive analoghe per il 2026, perché abbiamo una consistente pipeline di lavori, anche se i tempi di conversione si allungano per la cautela delle aziende di fronte alle incertezze del mercato».
Lo "storytailoring"
Sul fronte creativo, la capacità di connettere emotivamente le persone ai brand oggi richiede strumenti nuovi e una progettazione che va ben oltre la bidimensionalità. Mattia Castiglioni, Executive Creative Director Landor Southern Europe, spiega come l'agenzia stia ridefinendo i confini del design: «Per far innamorare le persone creiamo connessioni emotive profonde attraverso lo "storytailoring": cuciamo su misura l'abito identitario che rende possibile lo storytelling dei brand. Questo oggi si ottiene con il "blending", ovvero integrando motion, sonic branding e una tipografia proprietaria d'eccellenza. Milano, in particolare, rappresenta l'hub mondiale di Landor per la creazione di font bespoke. Una tipografia su misura non è solo un elemento estetico distintivo, ma un asset strategico che azzera i rischi legali e i costi ricorrenti di licenze terze. Dai premi internazionali di design alle soluzioni tipografiche proprietarie sviluppate per marchi globali come Campari Group, De'Longhi e Bancomat, dimostriamo come l'espressione visuale possa diventare uno strumento di efficienza e unicità assoluta per l'impresa».
Misurare l'invisibile
In un mercato che esige concretezza, la capacità della marca di creare valore, oltre che relazioni, è un tema sempre più rilevante. È su questo aspetto che si focalizza il commento di Florestano Compagno, Executive Director Strategy & Brand Performance Southern Europe di Landor, che evidenzia il legame indissolubile tra marca e performance di business: «Quando il brand esce dal perimetro del marketing e viene gestito come un asset strategico dalla C-suite, l'effetto sul conto economico diventa visibile e misurabile. Le aziende che hanno fatto questo salto in Italia, come Bancomat o Geox e in Spagna penso a BBVA o Moeve, hanno ottenuto risultati finanziari documentabili proprio perché hanno smesso di considerare la marca un costo da difendere e hanno iniziato a trattarla come un investimento da far rendere. È quello che facciamo con il nostro team di Brand Performance, formalizzato nella collaborazione con l'Università Bocconi nel libro "The Power of Connection": costruire business case predittivi che quantificano il ritorno delle decisioni di marca prima che vengano prese, minimizzando il rischio e massimizzando l'impatto economico».