Ketchum presenta la ricerca “Food2020”
Il ceo dell’agenzia, Andrea Cornelli, ha illustrato con il suo team dedicato la nuova release dello studio internazionale sui “Food eVangelist” e ha anticipato un trend più che positivo del giro d’affari anche nel periodo gennaio-marzo
Soltanto due anni fa, erano i cosiddetti “Food eVangelists” a dettare legge in quanto a stili e abitudini alimentari. E a determinare le tendenze del “global food system”, compreso quello italiano. Una piccola ma potente nicchia, che voleva influenzare il mondo dell’alimentazione persino nelle modalità con cui il cibo veniva prodotto, confezionato e venduto. La grande novità è che, oggi, questi “influencer” stanno diventando sempre più la normalità nelle popolazioni di tutto il mondo. Questo, secondo la nuova release della ricerca internazionale “Food2020” realizzata da Ketchum. Lo studio è stato condotto in 11 Paesi tra Nord e Sud America, Asia ed Europa, compreso il nostro mercato. A livello globale, l’incidenza di questi “Evangelisti alimentari” è cresciuta del 10% e, oggi, rappresentano addirittura il 24% della popolazione. Sono considerati “Food eVangelist” tutti coloro che impegnano una buona parte della giornata in conversazioni reali o virtuali sul cibo. Italia e Argentina sono i Paesi in “pole position” con un incremento numerico di rappresentanti più alto della media mondiale: sono passati dal 37 al 43% della popolazione in Italia e dal 29 al 33% in Argentina. «I “Food eVangelist” sono sempre meno influencer di nicchia e sempre più mainstream, una dominante forza di mercato destinata a diventare la “nuova normalità” tra i consumatori - ha spiegato ieri, in sede di presentazione, Andrea Cornelli, ceo e vp della sigla di Omnicom -. Il loro desiderio è quello di influenzare le altre persone ma, in realtà, non professano un loro credo specifico. Piuttosto, sono affamati di informazioni, ricercandole dalle fonti più diverse, amano ascoltare le opinioni degli altri per poi prendere le loro decisioni. L’aspetto più curioso è che sta crescendo la seconda generazione di “Food eVangelist”, cioè i loro figli che, nelle case di tutto il mondo, sono coloro che oggi hanno davvero il potere di influenzare il resto della famiglia sugli stili alimentari e le scelte di un’alimentazione sana». I “Food eVangelist” stanno ridefinendo i nuovi paradigmi del mangiare sano. La preferenza per il “local food” dimostra che i consumatori riconoscono un valore aggiunto ai piccoli marchi o produttori locali. Inoltre, conferma uno dei loro principali “credo”, ovvero che “semplice è meglio”. E anche se il desiderio e la domanda di shopping online sono una realtà, le tecnologie e le strategie di go-to-market stanno avendo molto più successo con i consumatori particolarmente coinvolti in fatto di scelte alimentari. L’industria del food sta già rispondendo alle loro richieste e si stanno vedendo i primi risultati positivi. Negli ultimi anni si è verificata una sensibile revisione della “catena del valore”, molti brand famosi della grande distribuzione hanno annunciato cambiamenti nella formulazione dei prodotti e hanno reso più evidente la composizione e la tracciabilità degli ingredienti. I “Food eVangelist” di Stati Uniti, Regno Unito e Germania hanno oggi una maggiore fiducia nella sicurezza della catena alimentare rispetto al 2013. In altri Paesi il livello di fiducia è ancora piuttosto basso. «Tra i fattori che le persone ritengono più importanti nella comunicazione delle aziende alimentari, non a caso, oggi troviamo trasparenza, chiarezza e onestà. Ma questo non basta. La fiducia non si costruisce con slogan e azioni di marketing. I consumatori chiedono coerenza e autenticità, vogliono sapere tutto su ciò che mangiano e non a caso si fidano più di amici e familiari che di medici e brand» ha affermato Patrizia Martello, consumer culture consultant di Ketchum Italia. «Molti brand hanno aperto un dialogo ancora più diretto con il consumatore, conquistandosi fiducia e rispetto. Questo è un atteggiamento che l’industria deve continuare a tenere per aver successo con la nuova generazione degli evangelisti alimentari” ha concluso Cornelli. Interpellato, poi, da DailyMedia sull’andamento dell’agenzia, quest’ultimo ne ha sottolineato il continuo trend positivo, con una crescita del giro d’affari a due cifre anche in questa prima parte dell’anno, dopo l’analogo risultato perseguito nel corso del 2015.