Moderata fiducia nei confronti del sistema Italia; per Bordoni (Centromarca) «il consumatore è più maturo e pretende qualità»
Il 2015 si è chiuso con un modesto segnale positivo per quanto riguarda i consumi, e il tema della crescita resta cruciale per il mercato italiano, il più rilevante in Europa. Se ne è parlato ieri nel corso del convegno “Obiettivo crescita. Geopolitica, economia, consumi” che si è tenuto a Milano prima dell’assemblea annuale di IBC, l’associazione delle Industrie dei beni di consumo.
Aldo Sutter, presidente di IBC
«I dati del primo trimestre 2016 non sono ancora disponibili – commenta il presidente di IBC Aldo Sutter – ma una piccola ripresa c’è pur essendo difficile capire se questo sia un trend consolidato, tenuto anche conto della forte instabilità politica ed economica». Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, conferma il dato 2015 e segnala un prudente ottimismo nonostante questo difficoltoso inizio d’anno. «Nel 2015 è accaduto un fatto importante – spiega Bordoni -. Il consumatore è tornato a valorizzare la qualità nelle proprie scelte, non più solo volte alla gratificazione bensì attente alle caratteristiche intrinseche del prodotto come al rispetto di determinati valori quali sostenibilità ambientale, salubrità, eccetera. Insomma, il consumatore è diventato più maturo, e di conseguenza cresce la responsabilità delle aziende».
Luigi Bordoni, presidente di Centromarca
La ripresa dei consumi ha giovato anche agli investimenti pubblicitari, per lo meno da parte degli utenti più importanti. «Ma assistiamo anche a importanti cambiamenti sulle modalità di allocazione degli investimenti. Cresce molto internet, c’è un aumento dei budget anche se più contenuto sulla radio, mentre la tv resta stabile. La stampa invece cala sensibilmente. È chiaro che la stampa ha dei problemi con i beni di consumo: su questo è urgente fare una riflessione».
Le Industrie di Marca hanno quindi registrato un miglioramento nel 2015, in questi primi mesi del 2016 non vedono nero nonostante le variabili ambientali – terrorismo internazionale; volatilità dei mercati; emergenza migranti – e, a sensazione, «L’Italia non sta tornando indietro sul percorso di ripresa – torna a dire Sutter -, c’è più solidità, non foss’altro perché siamo in presenza di un Esecutivo che agisce». E’ ancora presto per dare un voto positivo alle iniziative del Governo: «Lo diranno i posteri, ma per lo meno è un Governo che fa qualcosa». Per poter investire, gli imprenditori hanno bisogno di certezze: «Non siamo giocatori di poker», dice Sutter. Sicurezza che ha molto a che fare con la politica fiscale, la semplificazione e la possibilità per le aziende di accedere a investimenti che le aiutino a crescere anche su scala internazionale.
Oltre al vice presidente dell’ISPIPaolo Magri, che ha illustrato il contesto geopolitico attuale, e a Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen, sui temi del mercato e dei trend, sono intervenuti Maurizio Tamagnini, a.d. del Fondo Strategico Italiano che si occupa di investire sulla crescita e lo sviluppo dell’impresa italiana, e Yoram Gutgeld, consigliere economico alla Presidenza del Consiglio e commissario sulla spending review, che ha illustrato l’azione del Governo in tema di riforme, mercato del lavoro, semplificazione e interventi sulla fiscalità. Il convegno ha ospitato anche una tavola rotonda a cui hanno partecipato Ferruccio de Bortoli, Dario Rinero (Poltrona Frau), Massimo Valerii (direttore generale Censis), Oswald Zuegg (presidente e a.d. Zuegg).
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