Autore: Davide Sechi
12/02/2026

Grazia oltre il feed: autorevolezza, talento e nuove connessioni nel suo universo digitale

Tra video entertainment, talent scouting, dialogo tra carta e digitale ed eventi live che trasformano la community in esperienza condivisa, la testata ridisegna il proprio ecosistema; ne parliamo con l’head of fashion, Sara Moschini

Grazia oltre il feed: autorevolezza, talento e nuove connessioni nel suo universo digitale

Tra contenuti, capacità di anticipare i trend e costruzione di community che dal virtuale arrivano al reale, un brand storico come Grazia, con il suo rinnovamento, alza sicuramente l’asticella. Abbiamo approfondito l’argomento con l’head of fashion della testata Sara Moschini.

Il nuovo Grazia punta con decisione sul rafforzamento dell’ecosistema digitale e social. Quali sono i pilastri strategici di questa evoluzione e in che modo cambiano il rapporto quotidiano tra il brand e la sua community?

«Il rafforzamento dell’ecosistema digitale e social non è solo un obiettivo, ma un’evoluzione naturale per un brand come Grazia, che ha sempre considerato il digitale un asset strategico. Informare, ispirare, incuriosire, approfondire, fare community. Utilizzare il digitale come strumento per portare le persone con interessi e valori comuni ad incontrarsi in modo virtuale, attraverso formati nativi pensati per i linguaggi specifici di ogni piattaforma e poi, perché no, anche fisico e concreto tramite eventi mirati». 

Come verrà raccontato e promosso il nuovo universo digitale di Grazia sulle diverse piattaforme, e quali momenti della giornata delle lettrici e dei lettori volete presidiare con maggiore forza?

«Il nuovo universo di Grazia sarà raccontato attraverso una strategia di video entertainment che mette al centro le voci autorevoli della nostra redazione Tramite la presenza di video che daranno ancora più spazio alle voci autorevoli della redazione che si alterneranno a ospiti speciali esperti del linguaggio digitale. Grazia è stata la prima testata a collaborare in modo attivo e positivo con i blogger prima, gli influencer poi e infine con i creator e la ricerca di talenti che possano portare un punto di vista fresco sarà una delle nostre priorità». 

Grazia nasce come brand editoriale autorevole e oggi si muove in un contesto dominato dalla velocità dei social. Come riuscite a tenere insieme identità, competenza e sperimentazione senza inseguire le tendenze, ma provando ad anticiparle?

«In un contesto segnato da un continuo eccesso di informazioni, Grazia presidia lo spazio digitale puntando sulla qualità e sulla rilevanza dei contenuti. Il brand non si limita a occupare le piattaforme, ma seleziona con cura ciò che conta davvero, trasformando il flusso quotidiano dei social in un’esperienza di valore per l’utente. La strategia della testata si basa sulla capacità di arrivare al momento giusto con il contenuto giusto: il team editoriale intercetta le nuove tendenze prima che diventino di massa, permettendo al brand di guidare i trend invece di rincorrerli con un punto di vista autorevole e autentico». 

In che modo carta e digitale dialogano oggi nel nuovo Grazia e come si rafforzano a vicenda nel racconto del brand?

«Per Grazia, carta e digitale non sono mai stati compartimenti stagni, ma componenti di un unico ecosistema circolare che si alimenta a vicenda. Il brand declina i propri valori fondanti su ogni piattaforma rispettandone le specificità, il digitale rappresenta la dimensione dell’interattività, dell’attualità e della conversazione immediata».

Che ruolo avranno le iniziative live e le collaborazioni nel consolidare l’ecosistema digitale e nel trasformare la community in un’esperienza reale e condivisa?

«Tutti viviamo in un mondo digitale, ma la voglia e l’importanza del vedersi dal vivo è sempre più forte, soprattutto nei giovani. Trovare un gruppo di persone affine, che abbia gli stessi valori e gli stessi interessi è centrale e in questo i social possono aiutare moltissimo. Il passo successivo è quello di creare degli spazi sicuri dove potersi incontrare e creare delle esperienze fruibili a tutti e tutte».