Gedshop ridisegna il merchandising per fiere ed eventi: integrazione digitale, qualità e personalizzazione guidano il mercato
Il futuro del settore nella visione dell’e-commerce italiano fondato nel 2005 e specializzato nella vendita e personalizzazione di abbigliamento da lavoro, gadget promozionali e merchandising, e che ha da poco chiuso l’anno con oltre 11 milioni di euro di fatturato, che punta su innovazione, servizio e capacità di anticipare i trend. Ne parliamo con Alessandro Condello, CEO & co-founder del gruppo
Alessandro Condello
Il merchandising per fiere ed eventi sta vivendo una fase di profonda evoluzione, spinto da nuove esigenze di sostenibilità, personalizzazione e velocità. Le aziende cercano strumenti sempre più efficaci per distinguersi e trasformare un semplice omaggio in un’esperienza di brand memorabile. In parallelo, digitalizzazione e logistica avanzata stanno cambiando processi e aspettative del mercato. In questo scenario si inserisce Gedshop, dell’e-commerce italiano fondato nel 2005 e specializzato nella vendita e personalizzazione di abbigliamento da lavoro, gadget promozionali e merchandising, e che ha da poco chiuso l’anno con oltre 11 milioni di euro di fatturato, che punta su innovazione, servizio e capacità di anticipare i trend. Per capire dove stia andando il settore e quale ruolo giocheranno gli operatori più dinamici, ci confrontiamo con Alessandro Condello, CEO & co-founder del gruppo.
Il mercato del merchandising per fiere ed eventi sta cambiando rapidamente: quali sono oggi i trend più rilevanti che stanno ridefinendo le richieste delle aziende?
«Il settore ha vissuto una trasformazione profonda: siamo passati da una logica puramente promozionale a un approccio esperienziale e strategico, in cui ogni oggetto deve raccontare qualcosa del brand che lo distribuisce. Tre tendenze, in particolare, stanno ridisegnando le richieste delle aziende. La prima è la sostenibilità reale, non più uno slogan di facciata, ma un requisito concreto che incide sulle scelte di fornitura e di produzione. La seconda è la personalizzazione spinta, anche su lotti ridotti, che consente alle imprese di comunicare con precisione la propria identità. La terza è l’integrazione tra fisico e digitale, che trasforma il gadget tradizionale in un touchpoint connesso all’ecosistema di marketing dell’azienda. Il cliente oggi cerca prodotti che abbiano un’utilità concreta, una durata nel tempo e una coerenza autentica con i valori del brand. L’era del gadget “usa e getta” è definitivamente tramontata».
Sostenibilità, personalizzazione e qualità percepita sono diventati elementi centrali: quanto incidono oggi nelle decisioni di acquisto dei clienti?
«Incidono in modo determinante, e sempre di più. La sostenibilità si è affermata come requisito d’ingresso, in particolare per le aziende strutturate e con una proiezione internazionale: non è più un differenziale competitivo, ma una condizione necessaria per essere anche solo considerati come partner. La personalizzazione, invece, rimane una leva potente per distinguersi in contesti affollati come quelli fieristici. Ma è la qualità percepita a fare la differenza più significativa: è ciò che trasforma un semplice gadget in un vero strumento di comunicazione, capace di trasferire valore al brand nel tempo. Il cliente oggi non valuta più il prodotto solo in termini di costo unitario, ma ragiona sull’impatto complessivo che quell’oggetto produce sull’immagine aziendale».
Le fiere stanno assumendo una dimensione sempre più esperienziale: quale ruolo gioca il merchandising nel creare engagement e rafforzare il ricordo del brand?
«Il merchandising ha smesso di essere un accessorio dell’evento per diventare parte integrante dell’esperienza stessa. Non si tratta più di distribuire un omaggio: ogni prodotto è un touchpoint che prolunga il contatto tra il brand e il suo pubblico ben oltre la chiusura dei padiglioni. Un oggetto progettato con cura e intelligenza strategica può amplificare l’engagement allo stand, stimolare l’interazione, e soprattutto entrare nella quotidianità del cliente, diventando un promemoria tangibile della relazione costruita. In questo senso, il merchandising diventa un investimento sulla memoria e sulla fedeltà, non una semplice voce di costo».
Quali categorie di prodotto o soluzioni innovative stanno registrando la crescita più significativa nel vostro settore?
«Stiamo osservando una crescita decisa su tre fronti. Il primo è l’abbigliamento personalizzato di qualità: i brand richiedono capi sempre più vicini agli standard del mondo retail, con materiali selezionati, vestibilità curata e attenzione al dettaglio. L’obiettivo è creare indumenti che vengano realmente indossati nella vita quotidiana, trasformando chi li porta in un ambasciatore del brand. Il secondo fronte è quello dei gadget premium: si investe su meno pezzi, ma di valore più alto, con una logica che privilegia l’impatto sulla quantità. Il terzo, e forse il più interessante in prospettiva, riguarda le soluzioni ibride: prodotti fisici integrati con contenuti digitali, che trasformano il gadget in uno strumento di engagement continuativo e misurabile anche dopo l’evento».
Come si posiziona Gedshop in questo contesto e quali sono i suoi punti di forza per rispondere alle nuove esigenze del mercato?
«Gedshop si posiziona come partner strategico a fianco delle aziende, non come semplice fornitore di prodotti. Questa distinzione non è solo semantica: si traduce in un approccio consulenziale concreto, in cui affianchiamo il cliente nella definizione della soluzione più efficace rispetto ai suoi obiettivi di marketing. I nostri punti di forza poggiano su tre pilastri. La produzione interna in Italia, che ci garantisce controllo diretto sulla qualità e una flessibilità che i canali tradizionali non possono offrire. L’utilizzo di macchinari all’avanguardia, che ci permette di lavorare con standard elevati anche su lotti variabili. E la velocità di esecuzione, che in un settore dove le scadenze sono spesso ravvicinate rappresenta un vantaggio competitivo reale».
Quanto conta la tecnologia, sia sul fronte della personalizzazione sia su quello della gestione logistica e distributiva, nella vostra proposta di valore?
«La tecnologia è assolutamente centrale nella nostra proposta di valore, e lo è su più livelli. Sul fronte produttivo, ci consente di garantire personalizzazioni avanzate mantenendo standard qualitativi elevati, indipendentemente dai volumi. Sul fronte commerciale, Gedshop è un e-commerce in forte sviluppo, su cui investiamo quotidianamente per offrire un’esperienza utente fluida, intuitiva e performante: per noi la piattaforma digitale non è un canale secondario, ma il cuore dell’interazione con il cliente. A livello logistico e gestionale, la tecnologia garantisce efficienza, tracciabilità e puntualità nelle consegne. Guardando avanti, siamo convinti che l’integrazione tra intelligenza artificiale, piattaforme digitali, produzione e logistica diventerà sempre più strategica per chi vuole competere ad alto livello in questo mercato».
Guardando al futuro, quali saranno le principali direttrici di sviluppo del mercato e su quali aree Gedshop intende investire maggiormente?
«Il mercato si orienta con chiarezza verso un modello in cui tecnologia, qualità e sostenibilità non sono più elementi separati, ma dimensioni integrate di una proposta di valore coerente. Le aziende chiedono soluzioni sempre più complete, veloci e affidabili, con fornitori capaci di essere partner a tutto tondo. In questo scenario, Gedshop continuerà a investire sulla propria piattaforma digitale, potenziando l’esperienza utente e le funzionalità di servizio. Parallelamente, proseguiremo nello sviluppo tecnologico della produzione, con l’acquisizione di macchinari evoluti che ci permettano di ampliare le possibilità di personalizzazione e di garantire qualità crescente. Centrale sarà anche la selezione di fornitori qualificati per arricchire il catalogo con prodotti di fascia alta. E, trasversalmente a tutto questo, cresce il nostro impegno verso una filiera sempre più sostenibile e responsabile: non come obiettivo di immagine, ma come direzione concreta di sviluppo aziendale».