Autore: Redazione
12/12/2017

Fintech: chi la conosce e chi la utilizza

Un’analisi di Ogury su più di 1 milione di utenti mobile prova a raccontarci come vanno le startup della nuova tecnologia finanziaria

Fintech: chi la conosce e chi la utilizza

Le startup di fintech sono entrate nel mercato con l’idea di digitalizzare completamente il sistema finanziario. Queste nuove realtà, utili per gestire conti correnti, muovere il denaro o cambiare valuta, si sono fatte un nome conquistando la fiducia dei consumatori, tanto che le banche hanno visto in loro una vera minaccia alla propria sopravvivenza. Ma, app e siti di fintech, quanto sono realmente conosciuti e utilizzati? Per rispondere a questa domanda Ogury - società specializzata in mobile data - ha effettuato tra luglio e settembre 2017 un’analisi su oltre 1 milione di utenti mobile in Italia, Usa, Inghilterra, Germania, Francia e Spagna per capire quanto e dove vengono utilizzati i servizi di fintech. L’Italia: tra fintech e banche tradizionali In Italia le app per gestire il denaro in modo “alternativo”, comprese quelle di fintech, si sono guadagnate una fetta di affezionati utilizzatori. La più scaricata in questo senso è MySì di CartaSì, un’app che consente di associare più carte di credito al proprio smartphone (anche diverse da quelle del circuito CartaSì) ed effettuare pagamenti sicuri online e instore tramite il proprio mobile. Al secondo posto figura Circle Pay, uno dei primi servizi fintech approdati in Italia per inviare e scambiare denaro, seguito da Satispay, altra app che permette di trasferire denaro a commissioni zero tramite smartphone. La tradizione italiana Gli italiani sembrano però essere molto affezionati alle banche “tradizionali”; tra le più popolari nel mondo degli utenti mobile si annoverano: Bancoposta, Unicredit e Intesa San Paolo. Questi istituti occupano i primi tre posti sia nella classifica dei siti web più visitati, sia in quella delle app più scaricate, seppur con ordine diverso. Per quanto riguarda i siti, infatti, è Bancoposta a posizionarsi al primo posto con il 48,6% di utenti che ha visitato la pagina web nel periodo monitorato, seguita da Unicredit, con il 20,4% e da Intesa San Paolo, con il 15,7%. Nel mondo delle app, invece, ha la meglio Intesa San Paolo, la cui app viene scaricata dal 26,5% degli utenti, seguita da quella di Unicredit, con il 17,3% e quella di Bancoposta, 15,3%. Fintech nel mondo Per avere un’idea del reale livello di penetrazione del fintech, Ogury ha esaminato il gruppo di utenti che ha visitato le home page delle principali banche in ciascuna nazione (USA, Inghilterra, Germania, Francia, Italia e Spagna) per poi analizzare quale percentuale di questo gruppo avesse visitato anche le homepage dei siti di fintech. Lo stesso metodo è stato ripetuto con i download delle app, registrando la percentuale degli utenti che oltre ad avere scaricato l’app di una banca, ne ha scaricata anche una di servizi fintech. Italia fanalino di coda Resta fanalino di coda l’Italia, che rimane fuori dai podi di entrambe le classifiche. Sembra che nel Bel Paese questa nuova tecnologia sia ancora interesse di pochi e non riesca a far breccia nei mobile del “consumatore medio”. Gli Usa, invece, hanno ottenuto il massimo risultato in entrambi i casi: oltre 1 utente su 10 ha visitato sia il sito di una grande banca che uno di fintech, lo stesso vale per i download delle app, con il 12,4% di utenti che ha scaricato almeno un’app da ciascuna categoria durante il periodo monitorato. Graduatorie estere Sul podio insieme agli Usa anche Francia e Uk per quanto riguarda il traffico sui siti web. I cugini francesi, infatti, sembrano essere curiosi: ben il 5,1% di chi ha visitato il sito web di una banca ne ha visitato uno anche di servizi di fintech, percentuale che scende al 4,9% nel caso degli inglesi. Nel mondo delle app, invece, occupano il secondo e terzo posto del podio rispettivamente Spagna e Uk. In Spagna il download di app di fintech è molto elevato, il 10,4% degli utenti che ha scaricato l’app di una banca, ne ha scaricata anche una di fintech. In UK, invece, la percentuale è dell’ 8,8%.