Falstaff Italia racconta il mondo del gusto tra rivista, portale, guide ed eventi
I co-fondatori e co-direttori Othmar Kiem e Simon Staffler raccontano il progetto lanciato in Italia a fine 2024 e legato al noto network europeo attivo nei settori dell’enogastronomia e del luxury lifestyle
Othmar Kiem e Simon Staffler
Falstaff è un nome con una lunga storia nell’editoria enogastronomica europea. Nasce oltre quarant’anni fa e ha costruito nel tempo un patrimonio di esperienza, competenze e autorevolezza nel racconto del vino, della gastronomia e dell’ospitalità. Falstaff Italia porta questa lunga esperienza nel nostro Paese, interpretandola attraverso uno sguardo profondamente legato al territorio e alla sua straordinaria ricchezza.
DailyMedia e Dailyonline hanno ha intervistato i due co-fondatori di Falstaff, Othmar Kiem e Simon Staffler.
Cosa rappresenta oggi Falstaff Italia?
«L’obiettivo è raccontare il mondo del gusto nella sua complessità: non soltanto vino e ristorazione, ma anche hotellerie, viaggi, cultura, lifestyle, design e il mondo delle auto. Lo facciamo attraverso la rivista, il portale digitale, le guide e gli eventi, rivolgendoci a un pubblico appassionato e competente, interessato alla qualità e alla scoperta», risponde Othmar Kiem.
Quale spazio vuole occupare Falstaff Italia nel panorama dell’editoria enogastronomica italiana?
«L’Italia possiede una cultura gastronomica e vitivinicola tra le più articolate al mondo e merita un racconto capace di coniugare competenza, curiosità e respiro internazionale con uno stile giovane e disinvolto. È proprio questa prospettiva che caratterizza Falstaff Italia. Raccontiamo produttori, territori, ristoranti, alberghi, design, automotive e protagonisti italiani al pubblico nazionale, ma allo stesso tempo facciamo parte di un sistema editoriale che permette a questi contenuti di oltrepassare i confini del Paese. Il cartaceo rimane centrale, ma oggi il racconto passa necessariamente anche dal digitale, dai social media e dagli eventi: strumenti diversi che consentono di raggiungere pubblici differenti mantenendo una linea editoriale riconoscibile», spiega Simon Staffler.
Le guide sono uno dei pilastri dell’universo Falstaff. Qual è il loro ruolo e che cosa le distingue?
«Le guide rappresentano uno degli strumenti attraverso cui Falstaff mette a disposizione dei lettori la propria esperienza e il lavoro sul territorio. Ristorazione, bar e hotellerie vengono osservati con criteri strutturati e con un’attenzione particolare all’esperienza complessiva. La Guida Ristoranti Italia 2027, presentata a Milano il 28 settembre, ne è un esempio: non vuole semplicemente indicare dove mangiare, ma restituire una fotografia della ristorazione italiana contemporanea, dalle grandi tavole alle trattorie e alle pizzerie. Dietro ogni valutazione c’è un lavoro di ricerca, confronto e conoscenza diretta che permette di seguire tanto le realtà consolidate quanto le nuove aperture e i cambiamenti che attraversano il settore», dice Othmar Kiem.
Falstaff è nato in Austria e negli anni ha progressivamente ampliato i propri confini. Quanto conta oggi la dimensione europea del gruppo?
«La dimensione internazionale è parte integrante dell’identità di Falstaff. Da una realtà nata oltre quarant’anni fa si è sviluppato nel tempo un gruppo editoriale presente in diversi mercati europei, con edizioni e piattaforme capaci di parlare ad audience differenti. Questa rete permette di osservare l’enogastronomia, l’ospitalità e il buon vivere da una prospettiva più ampia e, soprattutto, di creare connessioni tra territori, produttori e lettori. Per Falstaff Italia significa poter raccontare le eccellenze del nostro Paese all’interno di un contesto internazionale e, contemporaneamente, portare ai lettori italiani tendenze, destinazioni e protagonisti che stanno trasformando il panorama europeo. È una dimensione che continuerà ad avere un ruolo importante nello sviluppo futuro del progetto», conclude Simon Staffler.