Autore: Redazione
14/07/2026

Dal soggiorno di casa al carrello: come la CTV sta riscrivendo le regole del marketing nel comparto FMCG

Dall’addressable advertising alla retail attribution, la connected tv integra dati, attenzione e misurabilità, consentendo ai brand del largo consumo di collegare le campagne alle vendite reali e di costruire strategie media realmente full funnel

Dal soggiorno di casa al carrello: come la CTV sta riscrivendo le regole del marketing nel comparto FMCG

Gaetano Faleo

di Gaetano Faleo, VP of Strategic Partnerships per l’EMEA di Adlook

Qualche anno fa, quando ho iniziato la mia carriera professionale nel mondo media, l’espressione “la tv guida le vendite” significava una cosa sola: tv lineare, reach di massa e la speranza che il messaggio restasse impresso nella mente dei consumatori. Oggi, la connected tv è diventata silenziosamente il canale più misurabile nel toolkit di un marketer FMCG (Fast Moving Consumer Goods), e i dati sono difficili da ignorare. Il cambiamento è reale: la tv lineare mantiene la sua capacità di reach, ma sta perdendo la partita della precisione. La CTV colma questo gap, combinando l’impatto del grande schermo con un targeting addressable a livello di famiglia. Si apre così uno scenario in cui i brand possono finalmente dimostrare cosa succede dopo la messa in onda di un annuncio, e non più soltanto ipotizzarlo. Questa evoluzione è supportata anche da dati e numeri, sempre utili a inquadrare il fenomeno: le categorie FMCG esposte a campagne CTV registrano incrementi delle vendite in-store tra le high teens e il 20-25%, a seconda della categoria (Epsilon); la CTV targettizzata, soprattutto quando integrata con dati first-party dei retailer, supera costantemente sia la tv lineare sia gli altri formati video digitali in termini di incremental sales lift. (DigiDay); una quota significativa degli acquirenti generati dalla CTV è costituita da nuovi clienti del brand, e non semplicemente da clienti già esistenti anticipati nel tempo Aidigital Non è più una questione di “Tv vs digitale”. È la tv che evolve in un mezzo digitale: misurabile, sequenziale e direttamente collegata all’unico KPI che conta davvero nel FMCG/CPG, ovvero ciò che esce dallo scaffale.

Una conferma dell’evoluzione: i dati sull’attenzione

In questo contesto, la CTV si distingue davvero dal resto del panorama video. La fruizione full-screen, non skippabile e “lean-back” sul grande schermo genera livelli di attenzione che mobile e social non riescono semplicemente a eguagliare: niente scroll, niente autoplay silenziato, niente multitasking su schermo diviso. Più attenzione significa migliore brand recall, maggiore retention del messaggio e, cosa cruciale per il FMCG, una connessione più diretta tra esposizione e intenzione d’acquisto. Quando si paga per impression, l’attenzione è la variabile che determina se quell’impression ha davvero prodotto un effetto. E la CTV sta dimostrando con continuità di essere in grado di farlo. Il vero valore, tuttavia, non risiede nella CTV presa singolarmente, ma in ciò che rende possibile quando viene integrata come elemento connettivo di una strategia full-funnel. CTV e video digitale generano reach nell’upper funnel e sostengono lo storytelling di marca; il tutto viene poi sequenziato con il retail media e il traffico qualificato verso i punti vendita, fino alle conversioni offline, con dati di loyalty e acquisti in-store che chiudono il loop dell’attribuzione. È un modo di pianificare completamente diverso rispetto a un modello costruito sul GRP.

CTV: un cambio di paradigma per misurazione e attribuzione

Un altro elemento fondamentale è rappresentato dalle nuove opportunità di misurazione. Il lavoro di operatori specializzati come Circana sulla valutazione dell’impatto della CTV sulle vendite offline, per esempio, è un punto di svolta per il settore, offrendo ai brand FMCG un modello di retail attribution basato su ambienti “clean room”, una possibilità che fino a poco tempo fa era appannaggio dei soli canali digitali puri. Poter collegare esposizione pubblicitaria e scontrini con questo livello di rigore cambia radicalmente il modo di valutare l’efficacia degli investimenti media.nI brand che stanno ottenendo i risultati migliori oggi non scelgono tra tv lineare e CTV. Stanno costruendo strategie cross-canale in cui la CTV rappresenta l’asse portante di un ecosistema integrato, ponendo così le basi per guidare la prossima ondata di crescita nel retail. Per questo, il futuro del marketing FMCG passa da una tv che non si limita a raccontare, ma sa dimostrare e provare il proprio impatto.