Autore: Redazione
21/01/2026

Colmar e Hypercast rilanciano “In caso di neve”: il vodcast che racconta lo sci senza filtri

Cinque nuovi episodi, grandi protagonisti e uno sguardo intimo sulle competizioni: la seconda stagione sceglie il racconto umano per parlare di sport, montagna e responsabilità

Colmar e Hypercast  rilanciano “In caso di neve”: il vodcast  che racconta lo sci senza filtri

C’è un modo di raccontare lo sci alpino che non passa dalle classifiche, ma dalle crepe. Dalle cadute che lasciano segni, dalle risalite che richiedono tempo, dalla pressione che accompagna ogni discesa. “In caso di neve”, il vodcast di Colmar prodotto da Hypercast, torna con una seconda stagione che conferma e rafforza questa scelta editoriale: togliere il filtro epico allo sport per restituirne la verità. Dopo il riscontro della prima stagione, il progetto riparte con cinque nuovi episodi e una conduzione che resta centrale nell’equilibrio del racconto. Irene Curtoni, ex atleta azzurra, e Zoran Filicic, giornalista e voce storica dello sci italiano, accompagnano l’ascoltatore dentro la Coppa del Mondo senza scorciatoie narrative. Il tono è diretto, il ritmo asciutto, lo sguardo sempre rivolto alla persona prima che al risultato.

Dentro la competizione

La seconda stagione di “In caso di neve” amplia il campo e mescola generazioni, ruoli e prospettive. L’apertura è affidata a Filippo Della Vite, che ripercorre il passaggio dall’infanzia sugli sci al presente di giovane promessa, tra aspettative, errori e consapevolezze ancora in costruzione. Un racconto che restituisce la dimensione fragile del talento quando incontra il sistema dell’alto livello. Segue una delle voci più rare e decisive del circo bianco: Markus Waldner, race director della Coppa del Mondo, chiamato ogni giorno a bilanciare spettacolo, sicurezza e pressioni incrociate. Il suo episodio illumina il dietro le quinte di uno sport che vive di decisioni rapide e conseguenze immediate.

Cadere e tornare

Il tema della resilienza attraversa in modo netto l’incontro con Romane Miradoli, che affronta il racconto di due gravi infortuni senza retorica motivazionale. La sua voce restituisce la normalità della paura e la fatica del ritorno, elementi spesso rimossi dal racconto pubblico della performance. Con Alexis Pinturault, lo sciatore francese più vincente della sua generazione, il vodcast entra nel territorio dell’ossessione competitiva. Gli infortuni, la gestione della pressione, il peso dei grandi appuntamenti diventano materia di un confronto che mostra quanto il successo, ai massimi livelli, sia sempre accompagnato da una quota di solitudine.

Oltre lo sport

La chiusura è affidata a un episodio speciale che unisce memoria e visione. Piero Gros, icona della Valanga Azzurra, dialoga con Mario Colombo. Non è una celebrazione nostalgica né un’operazione di branding esplicito, ma un confronto tra generazioni che attraversa amicizia, fallimenti, successi e il significato profondo dello sport nel tempo. “In caso di neve” si conferma così un progetto che va oltre il perimetro agonistico. La montagna resta presenza costante, non come sfondo estetico ma come ambiente vivo, fragile, da rispettare. Il tema del cambiamento climatico emerge con naturalezza, così come il senso di comunità che lega atleti, addetti ai lavori e territori. Per Colmar, come sottolinea Stefano Colombo, sales and marketing manager del brand, il vodcast è “molto più di un progetto di comunicazione: è un modo per raccontare la connessione profonda con la montagna e con le persone che la vivono ogni giorno”. Roberto Verrengia, head of sales di Hypercast, ribadisce che “quando un brand sceglie la narrazione autentica e condivide i valori di una community, il risultato supera il formato”.