Avantgrade, dalla SEO all’AI Search: dati e strategia per governare l’attenzione digitale
Dalla consulenza SEO all’AI applicata alla search, la societ interpreta i dati per guidare brand e aziende nei momenti di massima esposizione mediatica, come il Festival di Sanremo. Ne parliamo con il CEO del gruppo Ale Agostini
Ale Agostini
L’attenzione è diventata la valuta più instabile dell’economia digitale. Si accende per picchi improvvisi, si frammenta tra piattaforme, si sposta dalle ricerche su Google alle conversazioni con l’intelligenza artificiale. In questo scenario, comprendere dove nasce l’interesse e come si trasforma in decisione è la nuova frontiera della competitività per brand e aziende. È qui che si inserisce l’evoluzione di Avantgrade. Nata come realtà specializzata in SEO e performance marketing, la società ha accompagnato la trasformazione della search fino all’integrazione strutturale dell’intelligenza artificiale nei processi di analisi, pianificazione e ottimizzazione. Oggi lavora su AI Search, data intelligence e modelli predittivi per trasformare i comportamenti online in insight strategici. Eventi come il Festival di Sanremo diventano così un laboratorio privilegiato: un contesto in cui hype, community e narrazioni parallele generano segnali in tempo reale che, se letti correttamente, possono tradursi in visibilità e posizionamento. Ne parliamo con il CEO del gruppo Ale Agostini (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).
Avantgrade analizza i trend di ricerca per interpretare fenomeni culturali, proprio come quello di Sanremo. Qual è l’approccio metodologico che utilizzate per trasformare i dati in insight strategici per brand e aziende?
«Le persone oggi si interfacciano più con le piattaforme digitali che tra di loro, e le ricerche su Google sono lo specchio di ciò che guida davvero l’attenzione degli utenti. Noi partiamo da Google Trends per osservare come si muovono le tendenze, quali sono le query più cercate, le crescite più significative in determinati momenti. Poi integriamo questi dati con ciò che accade sui social e sulle altre piattaforme, così da individuare trend utili sia per un’analisi comportamentale delle persone sia per le aziende, che su quei trend possono costruire contenuti, narrazioni o, in alcuni casi, prodotti e servizi. Non è il caso di Sanremo, ma in altri ambiti accade».
Negli anni avete accompagnato l’evoluzione della search marketing, dalla SEO tradizionale all’integrazione di AI e search. Quali sono stati i passaggi chiave che hanno portato alla crescita di Avantgrade?
«Siamo sul mercato dal 2011, quindi conosciamo molto bene la SEO dal punto di vista strutturale e abbiamo fatto crescere diverse aziende. Dalla fine del 2022, con l’avvento di ChatGPT e con i successivi adeguamenti di Google, che ha introdotto sintesi generate dall’AI nei risultati di ricerca, il comportamento degli utenti è cambiato: il consumatore è sempre più veloce e meno attento. Oggi uno dei nostri motori di crescita è aiutare le aziende a diventare la risposta dell’AI. Per molti brand è già entrato in agenda il tema di come fare in modo che l’intelligenza artificiale li menzioni e li includa nelle risposte, perché il modo di cercare sta cambiando radicalmente».
Siamo entrati nel vivo del Festival di Sanremo. Che cosa fate in questa occasione? Quali sono i vostri servizi e il lavoro che effettuate durante un evento così mediatico?
«Da una parte aiutiamo gli editori a intercettare i trend di ricerca: capire dove sta nascendo l’interesse su Sanremo significa intercettare traffico e visibilità. Dall’altra supportiamo i brand che investono in grandi eventi nazionali o internazionali, come è accaduto anche con le Olimpiadi Invernali di Milano. Oltre alla sponsorizzazione, i brand si rivolgono a noi per capire come raccontare la propria presenza e su quali temi focalizzarsi. Spesso l’attenzione si concentra su aspetti che aziende e persone non si aspettavano, ed è proprio lì che emergono le opportunità più interessanti».
Funzionano ancora di più delle canzoni la narrazione parallela, le polemiche, i duetti. Questa edizione però è sembrata partire in modo un po’ blando. Che cosa avete raccolto nella prima serata?
«I dati si possono leggere in tempo reale per individuare i breakout, ma per un consolidamento completo servono circa 24 ore. Nella prima serata abbiamo visto crescite non così importanti, un dato che conferma in parte la sensazione di un avvio meno esplosivo. In generale le persone cercano sempre più elementi di hype, qualcosa che esca dal programma ufficiale: duetti, polemiche, casi come quello di Pucci. Spesso questi aspetti generano più interesse delle informazioni classiche su calendario e scaletta. Il pubblico ha tante informazioni ma poca attenzione, quindi ha bisogno di una spinta emotiva per attivarsi e fare una ricerca. Oggi, come in altri ambiti della società, la forma e il contorno finiscono per essere più cercati del contenuto stesso».
Che cosa sta succedendo nel comportamento di ricerca con l’utilizzo della GenAI e come vi state adattando?
«Quando si fa una ricerca tradizionale su Google si ottiene un elenco di risultati. Con l’AI generativa, dietro una singola domanda il sistema ne effettua molte di più e restituisce una sintesi ampia che spesso risponde già a gran parte dei dubbi. Questo riduce alcune ricerche ripetitive ma accelera enormemente l’accesso alle informazioni: prima servivano più siti e diversi minuti, oggi bastano pochi secondi. La sintesi non è sempre perfetta, ma è immediata e abbassa lo sforzo necessario. Le decisioni vengono sempre più preparate sulle piattaforme AI, anche se poi la transazione si conclude altrove».
Sul mercato italiano quali saranno i prossimi trend e le principali sfide nei prossimi 12-24 mesi?
«Dal punto di vista del search marketing vediamo una crescita esponenziale dell’AI, sia come strumento operativo sia come motore decisionale. Quando c’è un bisogno complesso, oggi le piattaforme generative offrono già una semi-soluzione che accelera la comprensione e influenza le scelte. Parallelamente cresce il retail media: si è partiti con Amazon, eBay, Zalando, e negli Stati Uniti Walmart ha deciso di integrarsi nelle chat di ChatGPT e in futuro di Gemini, permettendo di acquistare direttamente conversando con l’AI. È un’area molto interessante su cui puntare l’attenzione. Il nostro obiettivo è rendere i brand rilevanti nelle risposte dell’intelligenza artificiale attraverso un ecosistema di servizi dedicati. È un campo nuovo, stimolante, dove nessuno ha dieci anni di esperienza come nella SEO. Allo stesso tempo aiutiamo le aziende ad adottare l’AI in modo efficace ma anche sicuro, perché spesso mancano policy chiare sull’uso dei dati aziendali. Il rischio di caricare informazioni sensibili senza regole è concreto. Dopo tre anni di AI generativa non possiamo più ignorarla: le aziende devono prepararsi e governarla».