Autore: Davide Sechi
13/04/2026

Creator Economy: Vidoser accelera la nuova filiera dei contenuti e porta il modello italiano oltre confine

Un mercato che triplica in meno di dieci anni, brand sempre più orientati all’influencer marketing e player capaci di scalare fino ai vertici europei delineano un cambio di passo ormai strutturale. Ne parliamo con il CEO e founder del gruppo Alessandro La Rosa

Creator Economy: Vidoser accelera la nuova filiera dei contenuti  e porta il modello italiano oltre confine

Alessandro La Rosa

La creator economy in Italia ha cambiato pelle: da territorio fluido e sperimentale si è trasformata in una filiera strutturata, dove contenuti, dati e community diventano leve industriali. Crescono gli operatori, si consolidano i modelli e i brand aumentano gli investimenti, riconoscendo ai creator un ruolo sempre più strategico nel costruire relazione e valore. In questo scenario si muovono realtà come Vidoser, piattaforma di creator marketing del gruppo CreationDose, capace in pochi anni di evolvere da startup a scaleup e di posizionarsi tra le aziende europee a più alta crescita. Un percorso che racconta bene la maturità raggiunta dal mercato italiano e le sue ambizioni internazionali. Ne parliamo con Alessandro La Rosa, CEO e founder di Vidoser (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).

La creator economy sta crescendo rapidamente in Europa e in Italia. Dal vostro punto di vista, quali sono i principali fattori che stanno accelerando lo sviluppo di questo mercato?

«La crescita della creator economy è guidata principalmente da tre fattori: il cambiamento nei consumi, perché oggi le persone si fidano molto di più dei creator rispetto alla pubblicità tradizionale e il contenuto è diventato il vero driver di attenzione e intrattenimento; il secondo è tecnologico, piattaforme come TikTok e Instagram hanno reso la creazione e la distribuzione di contenuti accessibili a chiunque, abbattendo le barriere all’ingresso; il terzo è economico, sempre più aziende stanno spostando budget verso il creator marketing perché è più performante, più autentico e raggiunge un pubblico molto più ampio, non solo le nuove generazioni ma ormai un pubblico massivo. In Europa e in Italia siamo ancora in una fase di grande crescita e con molto potenziale da esprimere».

Vidoser nasce nel 2018. Come avete fatto a crescere così in fretta, passando in pochi anni da startup a scale-up?

«Sicuramente con tantissimo lavoro e sacrificio, ma se dovessimo riassumere in tre passaggi chiave il primo è aver capito prima degli altri che i creator sarebbero diventati un asset strategico per le aziende e non solo uno strumento di comunicazione, quindi abbiamo puntato subito su una visione chiara del futuro del mercato; il secondo è stato costruire tecnologia e abilitare tutto all’interno di un ecosistema, oggi aiutiamo i creator a monetizzare, crescere e lavorare in modo strutturato con i brand; il terzo è il focus sull’execution, nel tempo abbiamo attivato migliaia di creator, lavorato con centinaia di aziende e costruito una community, il nostro creator network, pronto a essere ingaggiato nelle campagne. Questo ci ha permesso di crescere velocemente, raccogliere capitali, essere supportati da investitori anche istituzionali e ottenere la fiducia di importanti clienti multinazionali».

Siete entrati nella classifica del Financial Times tra le aziende europee a più rapida crescita. Qual è la vostra killer application e quali servizi trainano lo sviluppo?

«Abbiamo validato un modello di business che oggi è molto richiesto, ovvero la capacità di attivare i creator velocemente sia per la produzione di contenuti sia per la promozione sui loro canali. Le aziende si rivolgono a noi per attivare creator che producono contenuti e raccontano i prodotti e i valori del brand, ma anche per attivare creator che promuovono direttamente prodotti e servizi all’interno delle loro community, quindi in logica influencer marketing. Per noi è anche una responsabilità, siamo cresciuti molto e continuiamo a innovare mantenendo un ritmo elevato e investendo nelle nuove tecnologie, anche grazie all’intelligenza artificiale».

L’intelligenza artificiale ha un ruolo sempre più centrale nei vostri servizi. In che modo la state integrando nel creator marketing?

«Investiamo nell’intelligenza artificiale sin dall’inizio e oggi la utilizziamo nella selezione dei creator, nell’analisi dei contenuti e delle performance, migliorando il match con i brand; la utilizziamo anche nella produzione supportando i creator con suggerimenti e analisi e nell’ottimizzazione delle campagne. I creator che sviluppano contenuti nel nostro ecosistema ricevono feedback istantanei se il contenuto non rispetta alcune regole o utilizza termini non adeguati e questo significa per i brand maggiore efficienza, meno complessità e risultati più prevedibili».

La vostra community è già distribuita in oltre 30 Paesi. Qual è il peso dell’internazionalizzazione e quali mercati guardate con più attenzione?

«Siamo un’azienda italiana e oggi una parte consistente dei ricavi arriva ancora dall’Italia, ma abbiamo una community attiva in più di 30 Paesi e circa il 10% dei ricavi è estero. Guardiamo con particolare attenzione all’Europa e stiamo sviluppando più velocemente mercati come Spagna, Francia e Germania per avere una presenza più importante, mentre gli Stati Uniti restano un mercato di riferimento». 

La scelta di mercati come quello spagnolo è legata anche a una vicinanza culturale?

«Assolutamente sì, nelle nostre valutazioni consideriamo la velocità con cui riusciamo ad accedere ai mercati e quello spagnolo ha caratteristiche molto simili a quello italiano sia dal punto di vista culturale sia per la facilità di accesso rispetto ad altri mercati più competitivi e complessi».

Guardando al futuro, quali saranno le vostre priorità strategiche?

«Le priorità sono tre: lo sviluppo tecnologico con un focus sempre maggiore sull’intelligenza artificiale per potenziare il lavoro umano e dare più strumenti e velocità; l’espansione internazionale perché il mercato è globale e vogliamo esportare il nostro know-how prima in Europa e poi in altri mercati; l’evoluzione del modello verso un sistema in cui brand e creator lavorano in modo sempre più diretto e continuo con il supporto dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è diventare l’infrastruttura globale del creator marketing in Europa e nel mondo».