Assorel aderisce al “Patto del rispetto” proposto dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Un’intesa tra editori, PR, pubblicitari, politica, economia e giornalisti per un’informazione corretta verso i cittadini
Si è tenuto lo scorso venerdì 16 settembre, presso l’Università IULM, il convegno organizzato da Assorel e dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia sul tema “Giornalisti e comunicatori nell’era digitale: estinzione o evoluzione?”, un confronto tra le due professioni e sul cambio di ruolo di entrambe di fronte alla disintermediazione. In apertura dell’evento, su proposta del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena, è stata presentata dal suo portavoce, Paolo Pozzi, la proposta per il “Patto del rispetto” – a cui Assorel aderirà - tra editori, PR, pubblicitari, politica, economia e giornalisti. “Patto del Rispetto non solo e non tanto fra giornalisti e PR - ha sottolineato Dossena - ma per garanzia dei lettori. Perché se è vero che i giornalisti hanno il dovere deontologico di informare, è ancor più vero che i cittadini hanno il diritto ‘costituzionale’ a essere informati. E soprattutto a essere informati correttamente”. Al dibattito del convegno, introdotto da Paolo Pozzi e moderato da Anna Masera - Public Editor de La Stampa, hanno partecipato come relatori Paolo D’Ammassa – Founder & CEO Connexia, Mafe De Baggis – (Digital) Media Strategist, Furio Garbagnati – CEO Weber Shandwick Italia ed ex Presidente Assorel e Marco Massarotto – Founder & Partner Doing. Di fronte a un numeroso pubblico di giornalisti e comunicatori, sono stati affrontati diversi temi, tra cui l’evoluzione delle professioni nel passaggio dall’editoria cartacea a quella digitale, il rischio della perdita di ruolo per l’avvento degli “specialisti digitali”, della disintermediazione che sta portando l’utente a essere a sua volta produttore di contenuti. La tavola rotonda, alla quale ha fatto seguito un ampio dibattito con gli interventi del pubblico, ha evidenziato l’importanza della trasparenza in una fase di grande disponibilità di informazione, la necessità di una “regia” per la gestione e la trasformazione di questo “volume” in valore, la velocità del cambiamento che è destinato ad accelerare nei prossimi cinque anni, la condivisione di codici etici adeguati alla nuova realtà, salvaguardando la libertà di espressione.