Autore: Davide Sechi
27/11/2025

altermAInd e l’intelligenza artificiale che potenzia l’uomo: innovazione made in Italy

La società trasforma processi, prodotti e competenze aziendali grazie all’AI e combina sicurezza, normativa e creatività. Le parole del CEO Filipe Teixeira

altermAInd  e l’intelligenza artificiale  che potenzia l’uomo:  innovazione made in Italy

Filipe Teixeira

Negli ultimi mesi l’avanzata dell’intelligenza artificiale ha accelerato trasformazioni che coinvolgono non solo le aziende, ma soprattutto le persone. In questo scenario, altermAInd, newco tecnologica AI-first nata a dicembre 2024 all’interno del team digital di illimity Bank, la prima banca europea interamente cloud-native, che ha l’obiettivo di offrire piattaforme e servizi tecnologici avanzati fondati sull’AI, sta sviluppando piattaforme pensate per aiutare professionisti e organizzazioni a orientarsi in un ecosistema tecnologico sempre più complesso. La nuova soluzione ‘slash’ nasce proprio con l’obiettivo di misurare e potenziare le competenze essenziali per collaborare con l’AI in modo consapevole. Empatia, creatività, pensiero critico e problem solving diventano così leve decisive per trasformare l’innovazione in un reale vantaggio competitivo. L’approccio di altermAInd parte da un presupposto semplice: la tecnologia non basta, servono persone preparate ad abbracciarla. Ne parliamo con il CEO del gruppo, Filipe Teixeira (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).

Come nasce altermAInd? Qual è stata la spinta principale dietro l’iniziativa e come si inserisce nella strategia di innovazione di illimity Bank?

«altermAInd nasce all’interno della banca, ma oggi operiamo come realtà indipendente. Fino all’anno scorso ero CIO dell’istituto bancario e, lavorando nel campo dell’intelligenza artificiale in un settore così regolamentato, ci siamo resi conto che il contesto bancario ci limitava. La tecnologia cambia profondamente il rapporto tra uomo e macchina, spostandolo da un approccio deterministico a uno collaborativo, e noi volevamo esplorare appieno questa rivoluzione. All’interno della banca abbiamo creato soluzioni e piattaforme capaci di trasformare l’esperienza sia dei clienti sia dei dipendenti, con sistemi che suggeriscono all’essere umano come utilizzare al meglio i dati. Alla fine del 2024 abbiamo dato vita ad altermAInd come azienda autonoma. Investitori privati hanno acquisito la maggioranza, e siamo partiti dal mercato italiano per espandere rapidamente in Europa e in Messico, portando tecnologia made in Italy nel mondo».

Il vostro payoff è ‘shaping the unseen’, cosa rappresenta concretamente il concetto?

«Significa dare forma a ciò che non si vede. L’intelligenza artificiale non è solo tecnologia, ma un concetto che spinge le aziende a ridisegnare processi, prodotti e modelli di business. Spesso i dipendenti hanno idee su come migliorare il lavoro, ma incontrano frustrazioni operative. La nostra missione è tradurre queste idee in realtà, utilizzando l’AI per fare cose che fino a pochi anni fa sembravano impossibili. In pratica, aiutiamo le imprese a ripensare le modalità di lavoro e l’offerta ai clienti, sfruttando la tecnologia per creare valore reale»

Quali sono i vostri servizi? Quali sono le piattaforme, le operatività, gli strumenti che date ai vostri clienti? E come funzionano?

«La nostra offerta si basa sull’intelligenza artificiale allineata alle regole europee, come il GDPR e l’AI Act. Molte aziende iniziano progetti senza considerare la normativa, rischiando problemi legali e reputazionali. La piattaforma principale, Gravity, integra tutti i modelli nati negli ultimi anni: modelli proprietari come OpenAI e Anthropic, open source come Mistral o DeepSeek, modelli cinesi o interni alle aziende. Li rendiamo disponibili attraverso assistenti AI o implementazioni mirate, garantendo supervisione umana, sicurezza, protezione dei dati e monitoraggio dei costi. Oltre a Gravity, abbiamo Nebula, che monitora i livelli di servizio dei partner e dei cloud provider e gestisce aspetti ISG per le aziende. Gravity è la porta d’ingresso sicura nel mondo dei modelli LLM, dove ogni mese emergono nuove soluzioni».

Uno dei grandi temi legati all’intelligenza artificiale è il conflitto con l’uomo, mentre il vostro approccio sembra puntare sull’amplificazione delle potenzialità umane. Come realizzate concretamente questo principio?

«Quando ero CIO in banca affrontavo ogni giorno temi al di fuori delle mie competenze tecnologiche. Così ho creato il mio alter ego AI, un agente personalizzato che raccoglie tutte le competenze di un CIO. Col tempo ho integrato conoscenze legali, contabili, di business e complessive. Oggi quell’agente mi accompagna in tutte le decisioni e rappresenta un esempio concreto del nostro approccio: l’AI non sostituisce, ma completa l’essere umano. Migliora competenze, colma lacune, aumenta la creatività e permette di concentrarsi su attività a maggiore valore aggiunto».

Solo il 6% delle imprese è pienamente AI-driven secondo una vostra ricerca. Quali leve suggerisce per sviluppare queste conoscenze?

«La risposta più comune è la formazione, ma io parto dalla consapevolezza. Molte aziende non comprendono pienamente cosa sia l’intelligenza artificiale e cosa permetta di fare. L’AI non è solo automazione o reportistica: cambia il rapporto con la macchina e apre la strada a un lavoro collaborativo. La seconda leva è la formazione trasversale: tutti i reparti devono capire che l’AI riguarda l’intera azienda, non solo l’IT. Infine, suggerisco piccoli progetti concreti, mirati a risolvere problemi costosi, che permettono di ottenere benefici rapidi senza grandi investimenti. Questa combinazione crea basi solide per strategie di medio-lungo termine».

Come pensa che evolverà l’AI e quale ruolo vorrà giocare altermAInd in questo scenario in rapido cambiamento?

«L’AI porterà una trasformazione simile a quella di internet 25 anni fa. Ridefinirà processi, modelli di business e ruolo dell’essere umano, introducendo colleghi AI che ampliano le capacità dei team. altermAInd vuole essere un’azienda di prodotto, con tecnologia proprietaria made in Italy, capace di creare soluzioni avanzate e sostenibili. Puntiamo a diventare una bandiera dell’innovazione tecnologica italiana, dimostrando che talento e concretezza possono produrre soluzioni competitive a livello globale. Il nostro obiettivo è combinare know-how tecnologico e creatività italiana per guidare la rivoluzione AI nel mondo».