Autore: Davide Sechi
07/10/2026

Visa e Luna Rossa: una sponsorship tutta da… navigare

La partnership, in vista della 38esima edizione dell’America’s Cup, inaugura un territorio narrativo che va oltre la visibilità del brand. Dalla comunicazione classica ai social, dai contenuti digitali alla valorizzazione del prodotto. Un legame che si trasforma in un progetto di comunicazione. Ne parliamo con Vincenzo Tortora, marketing director di Visa Italia

Visa e Luna Rossa:  una sponsorship tutta da… navigare

Vincenzo Tortora

Una vela che corre sull'acqua, una sfida che si gioca in frazioni di secondo e, dietro, una macchina tecnologica e organizzativa nella quale nulla può essere lasciato al caso. L'America's Cup è sport, certo, ma anche innovazione, comunicazione, contenuti e capacità di costruire una relazione con un pubblico globale. È proprio in questo spazio che si colloca la partnership tra Visa, Nexi e Luna Rossa, in vista della 38esima edizione della competizione (in scena da maggio a luglio 2027), per la prima volta in Italia. Una sponsorship che offre ai due brand un territorio narrativo molto più ampio della semplice visibilità: dalla comunicazione tradizionale ai social, dai contenuti digitali al racconto della tecnologia e dell'innovazione che sta dietro all'esperienza di pagamento. La domanda, allora, è come trasformare una grande competizione sportiva in una piattaforma capace di generare contenuti, attenzione e relazione. Ne parliamo con Vincenzo Tortora, marketing director di Visa Italia.

Luna Rossa porta con sé un patrimonio narrativo fatto di sport, tecnologia, innovazione e identità italiana. Come pensate di trasformare questi elementi in una piattaforma di comunicazione capace di andare oltre la semplice presenza del logo e costruire un racconto riconoscibile per Visa?

«L'elemento più interessante della partnership è proprio la possibilità di andare oltre la semplice visibilità e costruire un racconto, insieme a Nexi, che abbia un significato per le persone. Luna Rossa rappresenta un contesto particolarmente coerente con alcuni valori centrali di Visa come innovazione, tecnologia, precisione. Ma c'è anche una dimensione che per noi è particolarmente importante: la performance come risultato di un lavoro collettivo. Nella vela ad alte prestazioni nulla è affidato a un singolo elemento: persone e competenze devono convergere verso un obiettivo comune. Questo ci permette di raccontare Visa attraverso un punto di vista meno convenzionale, mettendo al centro non soltanto ciò che la tecnologia rende possibile, ma anche il sistema di sinergie e relazioni che ne determina il valore. È una storia di innovazione, ma anche di fiducia e collaborazione, che attraverso Luna Rossa possiamo rendere più concreta e vicina».

La partnership si sviluppa alla vigilia di un evento destinato ad avere una forte esposizione internazionale. Come state immaginando l'integrazione tra comunicazione tradizionale, contenuti digitali, social e iniziative realizzate durante la competizione, e quale ruolo avranno i diversi touchpoint nel rapporto con il pubblico?

«Al momento siamo ancora in una fase di progettazione. La dimensione internazionale dell'evento ci permetterà di parlare a pubblici diversi e di accompagnarli lungo un percorso che può vivere prima, durante e dopo la competizione. Per questo stiamo pensando a un ecosistema di contenuti ed esperienze in cui ogni canale possa avere un ruolo specifico. Il digitale e i social potranno dare continuità al racconto e raggiungere anche persone lontane dall'evento; le iniziative sul territorio potranno invece trasformare la sponsorship in un'esperienza diretta e creare una relazione più immediata. L'obiettivo è costruire un iter coerente, capace di valorizzare la dimensione globale dell'America's Cup senza perdere la sua capacità di generare un impatto locale. È un approccio che riflette anche il ruolo che attribuiamo ai grandi eventi: non semplici occasioni di esposizione, ma piattaforme attraverso cui connettere persone, imprese e territori».

L'America's Cup è anche una straordinaria macchina di contenuti: persone, tecnologia, preparazione, performance, retroscena. Quali storie volete portare fuori dalla regata e come pensate di trasformare il percorso di Luna Rossa in contenuti capaci di vivere autonomamente sui canali digitali dei brand?

«Quello che ci interessa è raccontare tutto ciò che rende possibile la performance. Parliamo delle persone che lavorano dentro e intorno al team, della preparazione quotidiana e dei retroscena che di solito non si vedono: storie che trovano una naturale espressione sui nostri canali digitali e che ci permettono di mettere in luce i valori che condividiamo con Luna Rossa, come eccellenza, spirito di squadra e ricerca della performance. La vela ad alte prestazioni è uno sport in cui tecnologia e innovazione sono fondamentali, ma devono essere al servizio di un risultato che, alla fine, deve apparire semplice e fluido. È un principio che sentiamo molto vicino anche a Visa: nei pagamenti, la tecnologia più efficace è spesso quella che l'utente non percepisce, ma che gli permette di vivere un'esperienza semplice, sicura e naturale. È proprio questa tensione tra complessità e semplicità a interessarci: mostrare il lavoro e la preparazione che precedono quei pochi istanti in cui tutto deve funzionare perfettamente».

Visa opera nel mondo dei pagamenti, un settore in cui la tecnologia rischia talvolta di rimanere invisibile all'utente finale. La partnership con Luna Rossa può diventare anche un'occasione per raccontare in modo più concreto e comprensibile l'innovazione che sta dietro al prodotto e all'esperienza di pagamento?

«Sì, ed è uno degli aspetti che rendono questa partnership particolarmente interessante. Luna Rossa ci offre l'opportunità di raccontare l'innovazione non come qualcosa di astratto, ma come ciò che permette di migliorare concretamente l'esperienza delle persone. È un modo efficace per spiegare anche il concetto di frictionless che per noi è qualcosa di centrale. Significa non solo rendere il pagamento più veloce, ma semplificare tutto ciò che si frappone tra una persona e ciò che vuole fare. In questo senso, il parallelismo con Luna Rossa è particolarmente efficace: la performance nasce dalla capacità di ottimizzare ogni elemento e farlo lavorare in funzione dell'esperienza finale. Nei pagamenti, la tecnologia ha lo stesso obiettivo: non aggiungere complessità, ma creare un percorso più rilevante, fluido e sicuro».

Napoli 2027 sarà il primo appuntamento italiano con l'America's Cup: quale ruolo avrà il pubblico, non soltanto come spettatore ma come parte dell'esperienza della sponsorship? E quali iniziative pensate di sviluppare per trasformare la presenza di Visa intorno a Luna Rossa in una relazione che continui anche oltre la gara?

«Anche questo è un aspetto in definizione, ma abbiamo già un'idea su ciò che vogliamo proporre. Napoli 2027 consentirà di mettere in relazione un pubblico internazionale con il territorio e con le realtà che lo animano. Ciò vuol dire anche entrare in contatto con una platea molto vasta, inclusa l'utenza cosiddetta premium, che ha aspettative particolarmente elevate in termini di semplicità e fruibilità. Vogliamo che il pubblico non sia solo spettatore, ma parte attiva dell'evento. Per questo immaginiamo una customer journey che vada oltre il luogo della competizione e coinvolga tutti quei momenti che compongono l'esperienza dei partecipanti: dal travel alla ristorazione, dal retail fino all'intrattenimento. In questo modo la sponsorship può dare il via a una relazione che continuerà anche oltre il momento della gara, diventando parte dell'esperienza complessiva».