Trade: nel 2025 punta su mercati emergenti, innovazione e sostenibilità
La head of sales dell’agenzia di field marketing Sabrina Salis spiega le evoluzioni del settore con l’arrivo del digitale, e racconta le nuove strategie

Sabrina Salis
Il field marketing, chi è costui? Curiosi, citofoniamo a Trade, agenzia specializzata e attiva nella gestione di progetti cross canale, fondata in Italia nel lontano 1988. Nel settore del marketing operativo l’azienda è uno dei player più importanti del mercato italiano: offre servizi di consulenza e operatività, team specializzati, dinamicità e competenza progettuale ai principali brand della distribuzione italiana per realizzare soluzione innovative di marketing operativo. Dal 2012 Trade fa parte del gruppo internazionale ASM Group. Più recentemente, l’obiettivo Trade si è evoluto per offrire soluzioni giuslavoristiche comuni per il settore del marketing operativo, realizzare e diffondere ricerche e analisi di mercato e monitorare tendenze ed esperienze di settore. Ne parliamo con Sabrina Salis, head of sales del gruppo (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).
Che cosa vuol dire oggi fare field marketing e come si evoluta la ‘disciplina’ dal 1988, anno di debutto di Trade?
«Consiste nel creare una connessione tra brand e consumatore con interazioni immersive e personali, finalizzate a creare azioni di brand awarness, in mondo da migliorare la fiducia verso i marchi e, ovviamente, le vendite. Una disciplina cambiata moltissimo nel corso dei decenni e che ci vede da qualche tempo impegnati soprattutto nel costruire un legame tra online e offline e nel promuovere l’esperenzialità».
Quali vantaggi offre una comunicazione diretta, ossia dal vivo, in un’epoca sempre più votata alle intermediazioni tecnologiche?
La comunicazione diretta continua a offrire benefici unici, in primis legate alla connessione umana. Far provare un prodotto permette di ottenere un’esperienza più forte di quella offerta dal contenuto digitale; il che non significa che quest’ultimo non funzioni, tutt’altro, ma la dimensione fisica rimane maggiormente impressa».
A tal proposito, quanto conta per Trade l’aspetto tech e come lo usate?
«La pandemia ha rappresentato un momento molto delicato, con le attività sul punto vendita si sono fermate ed è proprio lì che abbiamo svoltato verso l’innovazione tech, con progetti di digital ambassador, con consulenze non solo sul luogo ma anche in Rete».
In cosa consiste la vostra offerta?
«Prima di tutto, la parte di sviluppo di software, attraverso i quali ci sono stati grandi sviluppi negli anni e su cui investiamo e che consentono di ottenere dati precisi certificati e geolocalizzati con clienti che vi accedono attraverso dashboard personalizzate; poi, tutta la parte di sistemi applicativi e quella legata all’AI, che cercheremo di portare anche nel campo HR, direttamente nella fase del primo recruiting. È complicato rendere l’intelligenza artificiale un ‘di cui’ delle nostre attività, siamo in una fase di work in progress, e siamo interessati per ottimizzare le energie».
Con quali settori lavorate maggiormente e cosa vi chiedono generalmente i clienti?
«I progetti sono tutti customizzati e non replicabili. Il nostro business è suddiviso in quattro macro aree: la prima riguarda il mondo delle field force, reti mono dedicate, con figure di sell out, sell in o trainer, che lavorano in precise aree geografiche su progetti strategici costruiti tra noi e il cliente; in store promotion, attività nel punto vendita; servizi di merchandising; attività outdoor ed eventi, canale inserito più recentemente che completa un’offerta estremamente diversificata. Sul fronte dei settori, Trade nasce per operare nel mass market, ma poi allarga i suoi orizzonti. Nel 2000 siamo entrati nel segmento dell’elettronica di consumo, poi abbiamo approcciato il canale farmaceutico (caratterizzato da una grande espansione, con la presenza sempre più massiccia di catene), lavoriamo nel mondo del tabacco e il quello pet».
Cosa ha caratterizzato il vostro 2024 e quali sono gli obiettivi del 2025?
«Il 2024 è stato un anno impegnativo, soprattutto sul fronte tecnologico. Abbiamo creato due dipartimenti, uno dedicato agli eventi, uno incentrato sul training. Per quest’anno continueremo ad andare avanti sul fronte dei mercati emergenti, punteremo sull’innovazione e accenderemo in riflettori ancor di più sul tema della sostenibilità. Il nostro è un mercato decisamente in crescita e ci attendiamo un’ulteriore espansione».