ScuolaZoo accelera sul 2026: media network, community e progetti edu per diventare la piattaforma di riferimento della Gen Z e Gen Alpha
Viaggi, creator, orientamento, impatto sociale e nuove partnership istituzionali: la strategia punta a rafforzare engagement, servizi e presenza nelle scuole. Ne parliamo con Gaia Marzo, media director di ScuolaZoo
Gaia Marzo
Nel racconto delle nuove generazioni, il 2026 segna un passaggio chiave: i brand non cercano più solo audience, ma community attive, linguaggi autentici e progetti con impatto reale. Tra media, eventi, orientamento e contenuti social, cresce il bisogno di piattaforme capaci di accompagnare studenti e studentesse dentro e fuori la scuola. In questo scenario si muove ScuolaZoo, piattaforma media e community dedicata alle nuove generazioni, punto di riferimento per studenti e studentesse in Italia attraverso contenuti editoriali, esperienze, eventi, viaggi e progetti educativi. Un ecosistema, parte del gruppo OneDay Group, realtà specializzata nella comunicazione e nei servizi rivolti alle nuove generazioni e ai brand che vogliono intercettarle in modo efficace, che evolve il proprio ruolo, rafforzando il media network, ampliando l’offerta esperienziale e investendo su education e responsabilità sociale. Una trasformazione che punta a consolidare il dialogo diretto con la Gen Z e ad aprire nuove opportunità per partner pubblici e privati. Ne parliamo con Gaia Marzo, media director di ScuolaZoo (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).
Il 2026 sembra segnare un’evoluzione del vostro posizionamento. Quali sono le direttrici strategiche che guideranno ScuolaZoo nei prossimi mesi?
«ScuolaZoo nasce come media per studenti, ma in realtà da sempre facciamo molto di più. Viviamo le nuove generazioni ogni giorno, siamo sia online sia dal vivo, ed entriamo direttamente nelle scuole grazie al nostro network di rappresentanti d’istituto in tutta Italia. Stiamo strutturando gli asset in maniera sempre più chiara, unendo tutte le nostre anime in contenuti, esperienze, opportunità e connessioni. Le direttrici su cui stiamo lavorando sono di fatto tre: da un lato vogliamo rafforzare il ruolo di osservatorio sulle nuove generazioni, trasformando l’ascolto continuo dei ragazzi in insight e progetti; dall’altro costruire relazioni sempre più strutturate con le istituzioni, con le scuole e con le aziende, e sviluppare format e iniziative ad alto impatto capaci di generare valore reale per i ragazzi quanto più possibile».
Catturare l’attenzione è fondamentale. State ripensando contenuti, formati e linguaggi per intercettare di volta in volta nuove fasce giovanili?
«Esatto, questo è di fatto il nostro core e per noi è abbastanza semplice perché non solo parliamo alle nuove generazioni, ma lo facciamo ogni giorno. Le ascoltiamo e questo cambia tutto. Siamo in diretta connessione con loro attraverso le nostre property social e anche attraverso la rete fisica, che ci permette di sapere davvero cosa pensano, cosa sognano, cosa amano e cosa non amano. Quindi siamo con loro, ci parliamo, e rinnovarci per noi non è qualcosa che dobbiamo fare, non è uno sforzo, ma è proprio qualcosa che ci viene naturale. Stiamo lavorando molto sulla contaminazione dei format, pensando sempre di fare infotainment, storytelling e contenuti utili, informativi, in modo tale che questo possa convivere in maniera semplice e naturale all’interno dei nostri social. I contenuti di fatto evolvono continuamente, restando ancorati al principio chiave dell’essere intrattenimento puro. In ogni cosa che pubblichiamo il vero driver è il linguaggio, che ovviamente deve essere giovane, legato ai ragazzi, ed è per questo che i nostri creator sono tutti giovanissimi, pressoché dell’età dei follower che ci seguono. Puntiamo su creator che condividano età, esperienze e punti di vista del target. Ed è questo che ci permette di continuare a essere rilevanti generazione in generazione. Quindi prima lo eravamo per la generazione Z, lo siamo ancora, ma ormai stiamo diventando sempre più rilevanti per la generazione Alfa. Di fatto non rincorriamo i trend, ma li viviamo in tempo reale».
È molto interessante il discorso legato alla community di rappresentanti d’istituto e ambassador. Come vengono scelti e come avviene la costruzione di questa comunità? E quali sono i progetti per quest’anno e per i prossimi mesi?
«Noi parliamo di fatto a cinque milioni di ragazzi ogni giorno attraverso i nostri social, ma poi abbiamo anche questa rete reale all’interno delle scuole con i rappresentanti d’istituto e con gli ambassador. I rappresentanti d’istituto per noi sono dei facilitatori, delle antenne sul territorio e parte attiva di progetti come SOS Studenti. Il progetto rappresentanti d’istituto si inserisce all’interno di quello che ci permettono di fare le scuole. Ogni scuola, ogni istituto, verso novembre, elegge il proprio rappresentante. In questo caso, con ScuolaZoo, lo possono fare attraverso il nostro brand, che garantisce di fatto a latere tutta una serie di informazioni e di possibilità di crescita attraverso formazione e incontri, per supportarli in questo ruolo di responsabilità che loro hanno all’interno dell’istituto, perché di fatto diventano un raccordo fra i loro peer, quindi gli studenti, e l’istituzione scolastica, quindi la dirigenza, e noi li aiutiamo in questo percorso. Per quanto riguarda invece i progetti che abbiamo attivi, in questo momento molto forte è il progetto SOS Studenti, che trasforma il modello dell’ascolto in azione con l’obiettivo di aiutare gli studenti ad affrontare e risolvere problemi che ogni giorno vivono a scuola. Tanti ragazzi ci scrivono a sos.studenti@scuolazoo.it per segnalare disagi strutturali, incomprensioni con docenti, episodi di esclusione o comunque criticità che vivono all’interno della scuola e a ogni richiesta segue una risposta nel giro di poche ore proprio grazie ai rappresentanti d’istituto, che mettono a disposizione la loro competenza, la loro esperienza diretta, un po’ di conoscenza di diritto scolastico e soprattutto il loro ruolo di raccordo tra studenti e dirigenza per fornire indicazioni pratiche e orientare gli studenti verso possibili soluzioni. Quindi il nostro approccio è sempre molto proattivo nei confronti della scuola: vogliamo essere proprio un raccordo e un facilitatore».
Nella vostra offerta ci sono formazione, education, ma anche occasioni di incontro come viaggi ed eventi. Come si integrano queste due aree nell’esperienza? E come si coordinano con l’istituzione scolastica?
«Per quanto riguarda viaggi ed eventi, sono sempre stati il nostro modo di portare offline quello che raccontiamo online. Lavoriamo per renderli ancora più integrati con il resto dell’ecosistema. Si tratta di format di viaggio molto divertenti per i ragazzi, ma abbiamo anche spazi di confronto, talk e attività legate a temi di rilievo per loro. Quando portiamo all’interno delle assemblee d’istituto il nostro format ‘Assemblea d’Istituto’, di fatto affrontiamo i temi della sensibilizzazione. Lo facciamo a braccetto con enti del terzo settore, associazioni o istituzioni, quindi fungiamo sempre un po’ da raccordo fra gli studenti e il mondo istituzionale. Per quel che concerne la parte più di viaggio, creiamo esperienze che siano divertenti e indimenticabili per un target che, in quella fascia d’età, chiaramente vuole divertirsi. Quindi abbiamo proprio una doppia anima: entertainment puro, tra viaggi e divertimento, e dall’altra parte invece sensibilizzazione e informazione in ambito scolastico (ma ci muoviamo anche fuori). Con i nostri tour abbiamo puntato su tante tematiche care ai ragazzi e anche al corpo docenti: discriminazione, il bullismo e il cyberbullismo, e lo abbiamo fatto anche fuori da scuola, organizzando proprio un tour dedicato».
A proposito del dialogo costante con istituzioni, enti e brand: come sta evolvendo la vostra proposta di collaborazione e quali modelli di partnership caratterizzeranno il vostro 2026?
«Negli anni una cosa è cambiata: tutti vogliono parlare delle nuove generazioni, ne riconoscono l’importanza, però non tutti sanno effettivamente come farlo. Il nostro ruolo invece è proprio questo: diventare traduttori di linguaggi, bisogni e valori dei ragazzi in progetti reali. Lo facciamo con brand e istituzioni: costruiamo da un lato partnership basate su insight reali e obiettivi condivisi e dall’altro stiamo sviluppando modelli sempre più integrati con l’idea di dare valore per tutti, per i partner ma soprattutto per i ragazzi. Facciamo sia attività di branded content, ma anche e soprattutto di ingaggio e informazione. Creiamo format a braccetto con le istituzioni e con i partner per affrontare tematiche di informazione e sensibilizzazione».
Come vi immaginate ScuolaZoo tra tre anni?
«In realtà noi continueremo a essere un ecosistema, un ecosistema all’interno del quale il media è il fil rouge che lega tutto quello che fa la nostra community a livello sia education sia a livello di intrattenimento. Continueremo a essere una piattaforma esperienziale, quindi continueremo a essere un mix da cui parte tutto, e dal media parte tutto. Tra tre anni ci immaginiamo comunque come punto di riferimento per le nuove generazioni. Vogliamo continuare a essere un amico con cui i ragazzi si possono informare, si possono esprimere, possono vivere esperienze e trovare anche strumenti, perché no, per costruire il proprio futuro. La nostra ambizione è quindi quella di continuare a rimanere rilevanti nel loro quotidiano, in ogni momento chiave: a scuola, prima degli esami, durante gli eventi, nelle loro scelte importanti della vita e quindi continuare a essere di fatto il loro supporter all’interno della vita di tutti i giorni, portando un ampio impatto possibile».