Sanctuary City Project @Rome: il vodcast di Hypercast che trasforma le storie di migrazione in arte
La struttura italiana specializzata in contenuti audio e video dà voce, al Museo Abitato di Roma, al lavoro di artiste e sound designer e a cinque storie che attraversano continenti, generazioni e identità
In coincidenza con la Giornata Internazionale del Migrante, celebrata il 18 dicembre 2025, è stato pubblicato Sanctuary City Project @Rome, vodcast documentario prodotto da Hypercast e CUT& editing & more, in collaborazione con Progettomondo ETS. Il progetto porta a Roma un’iniziativa artistica e sociale nata nel 2017 a San Francisco, capace di trasformare le storie di migrazione in racconto collettivo, pratica artistica e spazio di accoglienza. Dopo le prime quattro righe del racconto, emerge con chiarezza l’impianto del progetto: Sanctuary City Project nasce come laboratorio di serigrafia presso lo Yerba Buena Center for the Arts e prende forma grazie agli artisti Sergio De La Torre e Chris Treggiari. In ogni città, l’iniziativa costruisce un luogo simbolico di dialogo, un “santuario” temporaneo dove le esperienze migratorie diventano materia viva di confronto e creazione.
Un museo che vive
Le riprese romane si svolgono al MAAM - Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, riconosciuto come l’unico museo abitato al mondo. All’interno dell’ex complesso industriale vivono circa 200 persone provenienti da Perù, Sudan, Tunisia, Marocco, Etiopia e da molti altri paesi. Dal 2009 lo stabile occupato si è trasformato in una comunità interculturale, tutelata da una vera e propria “barricata d’arte” che comprende opere di Millo, Lucamaleonte, Pivsk, Hitnes, Gian Maria Tosatti, Eduardo Kobra e Michelangelo Pistoletto. Il museo diventa così scenografia e soggetto narrante: uno spazio dove arte contemporanea, quotidianità e migrazione convivono senza gerarchie.
Cinque voci, un viaggio
Il vodcast si articola in cinque episodi (protagonisti sulle piattaforme di Spotify e YouTube), ciascuno dedicato a una storia. Sara, conosciuta come “La Sindaca”, arriva dal Perù; Hassan racconta la traversata dal Sudan attraverso il deserto e il Mediterraneo; Lobna ripercorre venticinque anni di vita in Italia dopo la partenza dalla Tunisia; Ida porta con sé un’identità plurale, figlia di padre tedesco e madre marocchina; Abbay fugge dall’Etiopia segnata dalla guerra. Racconti di deserti attraversati, mari che si confondono con il cielo, dignità cercata e spesso riconquistata, accoglienza come orizzonte possibile.
Una visione al femminile
Sanctuary City Project @Rome è ideato e realizzato da Valentina Grossi e Maria Egizia Fiaschetti per il progetto Female Cut. La regia e il montaggio sono curati da Valentina Grossi, il suono da Giulia Macciocca, le musiche originali dai Violet Monkey e le grafiche da Giulia Dedola. “Queste non sono solo storie di migrazione - spiegano le autrici - sono storie di resilienza, dignità e della capacità umana di ricostruire casa ovunque. Il MAAM rappresenta la possibilità concreta di un’Italia che accoglie e valorizza la diversità come ricchezza”. Il progetto si inserisce nel percorso di una podcast agency italiana specializzata in intrattenimento e branded content, che punta su un approccio verticale al prodotto e su un network di oltre 40 podcast indipendenti. A rafforzare il modello contribuisce anche Hyperboost+, piattaforma proprietaria unica in Europa, pensata per garantire elevate performance ai branded podcast attraverso distribuzione mirata e posizionamento nelle classifiche di categoria italiane e internazionali.