Autore: Redazione
05/05/2016

Rai: 2015 in rosso per 25,6 milioni, raccolta a -2%

Il CdA presieduto da Monica Maggioni ha approvato il bilancio; per Rai Pubblicità l'obiettivo di quest’anno è del +7,5%, nei primi 4 mesi adv in crescita del 5,4%

Rai: 2015 in rosso per 25,6 milioni, raccolta a -2%

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Monica Maggioni, presidente Rai Il CdA della Rai presieduto da Monica Maggioni ha approvato il progetto di bilancio 2015 della Capogruppo e quello consolidato del Gruppo, che verranno sottoposti alla deliberazione dell’assemblea ordinaria degli azionisti, che sarà convocata all’inizio di giugno. I bilanci d’esercizio e consolidato, illustrati dal d.g. Antonio Campo Dall’Orto, sono stati redatti - per la prima volta - in base ai principi contabili internazionali IFRS adottati in conseguenza dell’emissione, avvenuta nel 2015, del prestito obbligazionario non convertibile oggetto di quotazione presso l’Irish Stock Exchange. Il bilancio consolidato di Gruppo Rai chiude l’esercizio 2015 con una perdita di 25,6 milioni di euro, in netta diminuzione rispetto a quella del 2014 (-175,8 milioni), e risulta sostanzialmente in linea con quanto previsto nel budget.
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Antonio Campo Dall'Orto, direttore generale Rai I ricavi ammontano complessivamente a 2.493,1 milioni (2.489,2 nel 2014), sostanzialmente allineati rispetto al passato esercizio e costituiti da canoni per 1.637,5 milioni, pubblicità per 658,8 e altri ricavi per 196,8. I ricavi da canone, in considerazione della diversa incidenza dei provvedimenti legislativi intervenuti in materia nel 2014 e nel 2015, si incrementano di 49,4 milioni. Quelli pubblicitari si riducono per circa quasi 15 milioni e, cioè, di circa il 2%; “senza tener conto dei ricavi legati ai grandi eventi sportivi che avevano caratterizzato l’esercizio 2014 – fa notare però il Gruppo - la performance nel segmento televisivo (+2,5%) è risultata superiore a quella del mercato (+0,7%)”. La raccolta incrementale generata due anni fa dai Mondiali di calcio è stata infatti di 34 milioni circa. Per il 2016, la concessionaria guidata da Fabrizio Piscopo conferma per ora l’obiettivo di arrivare a 700 milioni, che sarebbe pari al +7,5% se si considera che, da questo mese, non potrà più raccogliere per Rai YoYo, Rai 5 e Rai Storia, dovendo quindi rinunciare a una decina di milioni per il periodo fino a fine anno. Per contro, dagli imminenti Europei di calcio sono attesi 25 milioni di raccolta incrementale, e altri 8 in più dalle Olimpiadi. I primi 4 mesi, intanto – dopo il +6% del periodo gennaio-marzo - sono andati bene, con un progressivo del +5,4%, con aprile al +7/8%. Tornando al bilancio 2015, i costi operativi si riducono di 107,6 milioni (-5,2%), passando da 2.073,2 a 1.965,6 milioni, in gran parte per l’assenza, negli esercizi dispari, di grandi eventi sportivi, il cui impatto nel 2014 è stato pari a 94,6 milioni. Per effetto della riduzione di ammortamenti e svalutazioni, il risultato operativo consolidato evidenzia, rispetto all’esercizio precedente, un miglioramento di 141,2 milioni che, a livello di risultato netto, cresce a 150,2 milioni, anche per effetto della riduzione degli interessi passivi grazie all’emissione, avvenuta nel corso del 2015, del prestito obbligazionario 2015-2020 per 350 milioni, destinato a investitori istituzionali. La posizione finanziaria netta di Gruppo a fine esercizio si attesta a -362,4 milioni. Il bilancio d’esercizio 2015 della Capogruppo si chiude con una perdita di 46 milioni, in sensibile riduzione rispetto al risultato dell’esercizio 2014. “Il risultato d’esercizio raggiunto l’anno scorso – ha detto Campo Dall’Orto - conferma la capacità della Rai di gestire la propria attività con criteri economici e garantendo nel contempo, attraverso un adeguato volume di investimenti, un’elevata qualità dei suoi contenuti. Ora dobbiamo cogliere la sfida del piano industriale, recentemente approvato all’unanimità dal CdA e che punta a trasformare la Rai in una moderna ed efficiente media company: è un lavoro che abbiamo cominciato mesi fa e che potrà essere portato a termine soprattutto grazie al grande valore professionale di tutti i dipendenti. La Rai dimostrerà in questo modo di saper svolgere pienamente il proprio ruolo di servizio pubblico, meritando così le risorse messe a disposizione tramite il canone”. L’anno scorso, le famiglie paganti sono state 15,5 milioni e gli evasori hanno raggiunto il 27% della popolazione. “Il canone associato alla bolletta elettrica ha il fine, abbassandolo a 100 euro, di allargare il bacino potenziale del numero di utenti elettrici, che sono 23 milioni – ha spiegato sempre ieri il d.g. durante un’audizione in Commissione di Vigilanza -. La quantità di canone che prevediamo esserci in più quest’anno è di 174 milioni, che diventeranno 137 nel 2017 e 142 nel 2018”. Quanto agli obiettivi, la Rai punta ad acquistare i diritti dei Mondiali di calcio del 2018. “Che si pagano in anticipo – ha sottolineato – ma i cui benefici arriveranno invece nell’anno stesso”.