Per Sanremo, anche a fronte di ascolti stimati per i break in calo del 3%, listini della tabellare in crescita del +8% medio e previsione di raccolta a oltre 70 milioni di euro
Dal sentiment dei centri media, le aziende non sembrano voler rinunciare ai volumi del Festival che però quest’anno potrebbe essere penalizzato dalla partenza in coda alle Olimpiadi Invernali
«C’è sempre un grande interesse da parte delle aziende perché comunque il Festival di Sanremo fa sempre grandi numeri ed è sempre più in grado di coinvolgere il difficile target giovane grazie alla sua ormai consolidata offerta multimediale; resta da vedere invece che riscontri avrà dal punto di vista degli ascolti lo spostamento della rassegna a fine febbraio per non sovrapporsi alle Olimpiadi di Milano Cortina che, ovviamente, assorbirà molta attenzione visiva». Stefano Visintainer, head of media intelligence di OMG, commenta così a DailyMedia e a Dailyonline “rischi” e “opportunità dell’ormai comunque imminente manifestazione canora di Sanremo che, quest’anno, si terrà da martedì 24 a sabato 28 del prossimo mese, e di cui Rai Pubblicità ha diffuso le prime linee della relativa offerta commerciale. Dal punto di vista degli ascolti, la Rai deve fare i conti anche con i risultati eccezionali delle ultime edizioni, con quella del 2025 che ha superato i 12,5 milioni medi, pari a una share del 67,1%, con il 70,4% sul target 15\64, del 78,3 su quello 15\34 e dell’84,3% su quello 15\24, e share del 72,2% sui consumatori 15\64 e del 69,5% su quelli di alto livello, e una copertura tv di 38 milioni di ascolti. I break hanno avuto un ascolto medio di 11,6 milioni rispetto a una stima di 11 (che era in linea con i risultati 2024) e la stima per quest’anno è di 11,3 milioni, che significa il 3% in meno rispetto all’effettivo del 2025 ma, per la concessionaria, un +3% rispetto alla stima sempre dell’anno scorso. Poiché a listino è poi indicato un +5% per il cpg, se ne deduce che i listini della tabellare salgono di circa l’8%. E quindi, la raccolta, che l’anno scorso è stata complessivamente di 65,2 milioni di euro (comprese sponsorizzazioni e attivazioni), dovrebbe ora toccare, se non superare, i 70 milioni di euro. Sul piano commerciale, la strategia resta invariata e punta sempre soprattutto sui formati brevi da 15 secondi per massimizzare l’inventory. Comunque, la variazione tariffaria sarà omogenea su tutti i format. La forbice dei prezzi è ampia: si va dalle posizioni meno pregiate, intorno ai 15 mila euro netti, fino ai passaggi top che sfiorano i 161mila euro per 15 secondi (“Sanremo 2”, al martedì alle 21.45 a inizio o alla fine del break). I billborad 4”+4” in anteprima (16 + 10 passaggi) costano 333.000 euro e 178.000 (per 10 passaggi + 10) durante il Festival. Il pacchetto di 5 + 5 passaggi per le telepromozioni di 60” alle 23.15 costa 2.152,200 euro (sempre a tariffa netta). Il vincolo d’acquisto sui device digitali è del 20%. L’offerta audio integra Radio2 con il “Fuori Sanremo” di Radio Italia e la Musica di Casa Kiss Kiss.