Paolo Stucchi, COO Italia di Publicis Groupe e CEO Italia di Publicis Media: «Sanremo: quando il media fa spettacolo»
Il manager spiega come sia in questi momenti che il ruolo dei professionisti del media si esprime appieno, diventando attivatori e costruendo insieme ai clienti partnership uniche
Paolo Stucchi
DailyMedia e Dailyonline hanno incontrato a Sanremo Paolo Stucchi, COO Italia di Publicis Groupe e CEO Italia di Publicis Media, particolarmente attivo al Festival anche con il coinvolgimento di una serie di clienti.
Il Festival è l’evento televisivo più seguito in Italia. Negli anni il format si è evoluto e, insieme ad esso, la relazione con i brand. In che modo?
«Sanremo continua a essere un momento di italianità, anzi lo è sempre di più: 5 giorni di musica, luci e telecamere che generano attenzione e si riverberano ben oltre la durata effettiva dell’evento. Al di là delle fisiologiche fluttuazioni di audience, la sostanza non cambia: il Festival è il nostro “Super Bowl”, il momento in cui l’attenzione degli italiani è massima e capace di creare un impatto nel tempo per i brand presenti. Oggi l’evento vive su molteplici livelli narrativi che si alimentano a vicenda. La narrazione tradizionale, quella del palco e della TV generalista, rimane il momento per eccellenza. Poi c’è la narrazione che si sviluppa intorno alla città - un tempo considerata contesto accessorio - oggi spazio strategico-creativo ad altissimo potenziale. Attivazioni, installazioni, esperienze e idee che solo il Festival può permettere di realizzare e che rendono la città un media a cielo aperto. A questo si aggiunge la narrazione digitale e social, generatrice di contenuti e conversazioni che contribuiscono alla formazione della narrativa. Infine, la dimensione della gamification aggiunge nuove leve di engagement e spontaneità. È proprio questa dimensione diffusa e interconnessa a definire la rilevanza contemporanea del Festival. Per i brand, la sfida e l’opportunità è trasformare Sanremo in un ecosistema capace di far dialogare la potenza del palco e dell’amplificazione media con l’infinita energia della città. Da kermesse musicale, l’evento si sta trasformando sempre più in una piattaforma narrativa totale, capace di generare valore per le persone che si sentono parte di una dimensione collettiva ad alto coinvolgimento; per i brand, che ampliano e arricchiscono di nuance la propria narrazione; e per l’intera industry media, che sperimenta, impara ed evolve».
Negli ultimi anni una delle dinamiche evidenti è stata la crescita costante del pubblico giovane. Quanto incide la capacità di attrarre un pubblico giovane sulla rilevanza del Festival?
«Durante la settimana del Festival si stabiliscono nuovi equilibri mediatici: l’attenzione si concentra indipendentemente dalle abitudini di consumo perché è il Festival in sé a essere forte. L’evento vive di molteplici “vasi sanguigni”: la sua forza sta nel mix unico che unisce dimensione multipiattaforma, artisti, social, creator, gamification, brand integration territoriale. Questa formula lo rende trasversale e capace di parlare a pubblici diversi. Come l’anno scorso, intanto guardando i dati della prima serata l’evento conferma un’affinità in crescita sul target 15-24 anni. Il Festival è un prodotto di costume che piace a tutti, giovani inclusi».
In che modo in Publicis Groupe vivete l’esperienza Sanremo?
«Per noi è un contesto molto potente e veloce che ogni anno ci ispira e ci porta ad alzare il nostro livello di professionalità e la rapidità di esecuzione. Possiamo dire il banco di prova perfetto del nostro modello integrato: un contesto complesso e multipiattaforma che ci spinge a far lavorare in modo multidisciplinare tutte le nostre competenze elevandone l’asticella. La maggior parte dei nostri clienti è presente e riconosce il Festival come momento strategico per la costruzione del valore della marca. In Italia non esiste un altro evento con una forza paragonabile per la nostra industry. È uno di quei momenti in cui come professionisti del media e della comunicazione agiamo da attivatori e con i clienti nascono e si rafforzano delle partnership uniche. Per le aziende, attraversare l’ecosistema del Festival significa crescere, perché un brand che vive pienamente questa occasione ne esce più forte, più completo, più consapevole del proprio potenziale narrativo e relazionale aprendo alla scoperta e alla sperimentazione di nuove possibilità di connessione con le persone. Per questo a partire da quest’anno in Publicis abbiamo iniziato a far vivere ai nostri clienti un’esperienza sempre più diretta, accompagnando i professionisti della comunicazione a vivere pienamente il Festival, il territorio e la diretta».