Nuove metriche di retribuzione basate sull’engagement
Un numero inferiore di seguaci può generare maggior coinvolgimento e dar vita a campagne adv più efficaci
Le pratiche di retribuzione nell’influencer marketing stanno diventando un vero e proprio problema, dal momento che non ci sono norme prestabilite nel settore, né regole precise. Recentemente, però, alcune agenzie hanno sviluppato metriche più precise e sofisticate per pagare gli influencer in base al tasso di engagement che generano. I brand, guidati e supportati da agenzie e influenzatori, stanno giungendo a una conclusione: un numero inferiore di seguaci può generare maggior coinvolgimento e campagne più convenienti, anche se la maggior parte degli operatori di questa industry rimane ancora colpito dal fatto che più fan si hanno maggiori revenue si ottengono. “Noi ci impegniamo a misurare tutti i tipi di metriche di engagement e applichiamo il giusto valore a ogni tipo di contenuto sulle diverse piattaforme”, ha affermato Joe Friel, direttore di Social Circle, una piattaforma di marketing influencer. Egli sottolinea inoltre come una view su Vine avrà un peso ben diverso da una su YouTube. “Questo significa che nel momento in cui discutiamo i prezzi con gli influencer teniamo in considerazione diversi fattori rilevanti e siamo in grado di stimare il livello complessivo di engagement che si potrà raggiungere per poi comminare un prezzo adeguato e stabilire un equo cost per engagement”, ha concluso. Tale modello è ancora in fieri, in continua evoluzione, ma si è già dimostrato importante e strategico per diverse agenzie e marchi, come nel caso di Chupa Chups e Pavillion Books.