Autore: Redazione
17/12/2018

Google dice addio a Dragonfly, progetto per un motore di ricerca in Cina

Secondo The Intercept le pressioni interne ed esterne avrebbero costretto Big G ad abbandonare i piani, almeno nel breve periodo

Google dice addio a Dragonfly, progetto per un motore di ricerca in Cina

Dopo le fortissime pressioni ricevute e la recente visita del CEO Sundar Pichai al congresso, risalente alla scorsa settimana, pare che Google abbia abbandonato i suoi piani per il lancio di un motore di ricerca in Cina, nell’ambito di un progetto di cui si è parlato molto e noto come Dragonfly. L'ipotesi di una nuova versione censurata del popolare motore di ricerca, destinata per l’appunto al più grande mercato asiatico, aveva provocato scalpore tra l’opinione pubblica, le forze politiche e gli stessi impiegati del colosso americano. Da qui la scelta di Google di abbandonare il progetto, nonostante in alcuni documenti interni, ripresi dalla stampa internazionale, l’iniziativa venisse definita come obbligata, viste le dimensioni e le potenzialità della Cina. Ora The Intercept, che la scorsa estate aveva rivelato l’esistenza di Dragonfly, sostiene citando due fonti che Big G abbia deciso di fare marcia indietro almeno sul breve periodo. Alle risorse impegnate nel progetto sarebbero stati invece assegnati nuovi ruoli. In una mail alla CNBC, un portavoce di Google ha precisato che la società vuole continuare a “servire” i consumatori cinesi. A Washington, Sundar Pichai era stato vago riguardo Dragonfly, limitandosi a rispondere all’aula “di non aver al momento alcun piano di lanciare la search in Cina”. In primavera Google ha invece rafforzato la sua presenza nel Paese, investendo 550 milioni di dollari nell’ecommerce JD.com.