Autore: Redazione
24/01/2019

Secondo Automoto.it gli italiani non sono ancora pronti all’auto 100% elettrica

In occasione del lancio del primo canale verticale in Italia dedicato alla mobilità elettrica- www.moto.it/elettrico - , il portale ha deciso di interrogare i suoi utenti sulla loro attitudine all’acquisto. C’è una forte necessità di informazioni reali e non propagandistiche

Secondo Automoto.it gli italiani non sono ancora pronti all’auto 100% elettrica

In occasione del lancio del primo canale verticale in Italia dedicato alla mobilità elettrica - www.moto.it/elettrico - , Automoto.it ha deciso di scoprire quale fosse l’opinione dei suoi utenti sulle autovetture che sfruttano questa tecnologia e se stessero pensando di cambiare la propria macchina con una a emissioni zero. Dal sondaggio è risultato che prima di abbandonare i motori endotermici, servono maggiori garanzie, prezzi più bassi e soprattutto più informazioni circostanziate. Il 57,81 % degli utenti, infatti, ha risposto che non sta valutando l’acquisto di un veicolo 100% elettrico, segno che c’è ancora tanta strada da fare. Sono invece 23,84% degli incerti, mentre il 18,35% è già convinto di volere passare all’elettrico. Tutti coloro che potrebbero considerare l’elettrico hanno una certezza: che il veicolo elettrico acquistato, andrebbe a sostituire per un buon 54,22% quello endotermico già in possesso e quindi non sarebbe una semplice alternativa. Questo passaggio è fondamentale, perché sottolinea come oggi sia fondamentale fare chiarezza da parte di Case e Istituzioni sulle regole che riguardano le singole motorizzazioni, altrimenti si rischia di bloccare il mercato gettando il panico fra gli utenti che ritarderanno continuamente la sostituzione della propria auto, in attesa di maggiori garanzie sui loro acquisti.
Le motivazioni dell’elettrico
Se per il 41,12% l’impatto ambientale sarebbe una delle motivazioni che potrebbe spingere all’acquisto di un veicolo elettrico, unito alla previsione in un futuro (forse non così prossimo) di minori costi di gestione e manutenzione, il 61,29 % degli intervistati nutre ancora forti dubbi per i costi di acquisto, che ancora sono elevati (32,49%) e la scarsa autonomia dei veicoli (28,80%), preoccupazione confermata dal fatto che il 42,81% dichiara che userebbe un veicolo elettrico solo per piccoli spostamenti in città o il 32,78% per uso lavorativo. Al netto del fatto che ancora le moto elettriche sono un orizzonte molto lontano e che, a detta degli utenti, difficilmente potrebbero fare e meno del “suono del motore” sulle due ruote, sono sicuramente le automobili a rappresentare la fetta di mercato più consistente nel settore automotive elettrico, con un’ampia gamma di opzioni: dalle micro-hybrid, alle ricaricabili con spina PHEV Plug-in hybrid, fino alle mild e full hybrid HEV con motore elettrico che aiutano a ridurre emissioni e consumi e a entrare nelle ZTL.
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Informazioni reali, non propaganda
E arriviamo qui al tema più sorprendente, o meglio alla conferma che la presenza di informazioni certe e complete, e non propagandistiche, sia necessaria. Circa il 65% degli intervistati, alla domanda "Credi che l’elettrico sia veramente il futuro della mobilità?" dicono che non ne hanno la certezza, circostanziando e spiegando nella maggior parte dei casi le loro motivazioni. Molti affermano che produrre un veicolo elettrico non abbia un minor impatto ambientale rispetto a un mezzo endotermico, alla luce delle attuali tecnologie impiegate per l’estrazione, la fabbricazione e lo smaltimento delle batterie. Anche per produrre l’energia elettrica che servirà a ricaricare quelle stesse batterie, ancora i combustibili fossili sono i più utilizzati e le energie green e rinnovabili non possono garantire, a breve termine, l’approvvigionamento necessario. Altri lamentano la mancanza di infrastrutture capaci di sostituire le attuali pompe di benzina. E allora ecco che diventa fondamentale fare maggiore chiarezza, sia sulle nuove tecnologie, ma anche su quelle attuali, evitando guerre ai diesel o comunque non creando panico da parte di istituzioni e industria. È necessario impegnarsi tutti per affrontare un cambio epocale che certamente ci sarà, ma non può essere accelerato senza che esistano le condizioni per farlo (incluse le infrastrutture). Perché alla fine il mercato lo decidono gli automobilisti e oggi dobbiamo tutti impegnarci a fornire loro le informazioni che gli consentano di fare le proprie scelte d’acquisto nella massima tranquillità.