Autore: Redazione
23/01/2019
AIR3 e EDI insieme per il progetto "Eco-Friendly Directors, contro l’esagerata esterofilia
Un video che porta a galla la problematica del ricorso sin troppo intensivo di registi provenienti oltre confine. Ne abbiamo parlato con Valerio Musilli, scrittore e direttore del progetto
A volte basta un nome, il suo suono che ha una forza tale da aumentare il prestigio di un professionista, di rendere leggendarie imprese magari ordinarie, o quantomeno normali nella media. Succede a tutti i livelli. Si pensi al mondo dello sport, con calciatori dai cognomi esotici, magari etichettati sin dalla nascita con soprannomi particolari, che arrivano in massa per solleticare la fantasia di tutti; o nel campo della musica popolare, nel quale può capitare che una produzione altisonante si giovi della presenza di session man americani non necessariamente più bravi di quelli nazionali. Parrebbe quasi un problema di ordine piscologico, un aprire e chiudere porte curioso ma anche dannoso per l’operatore, una questione trattata forse con troppo riguardo, con superficialità, con disinteresse, non capita fino in fondo, non conosciuta. Capita anche nel pianeta del video, delle produzione pubblicitarie, con registi ampiamente riconosciuti e poi lasciati in attesa, mentre al loro posto sbarca un “mago” straniero.
Arrivano i Nostri
Che ci sia finalmente aria di riscossa? Chissà. C’è sicuramente qualcuno che ci prova a farsi sentire, ma senza alzare la voce, ché le urla spesso rendono incomprensibili le ragioni. Dall’associazione ironica del tema dell’esterofilia a quello altrettanto attuale dell’eco-sostenibilità è nata l’idea/provocazione di "Eco-Friendly Directors": un filmato che punta a responsabilizzare le agenzie e le case di produzione sull’impatto ambientale di un “prodotto” straniero, risparmiando nel processo di trasporto, anche in termini di inquinamento. L’idea è venuta ad AIR3, vera e propria associazione che riunisce al suo interno un centinaio di registi italiani, che ha voluto subito creare condivsione sull’argomento. Il progetto è stato quindi presentato a EDI Effetti Digitali Italiani che ha subito capito e appoggiato la realizzazione del video, scritto e diretto da Valerio Musilli, regista che DailyMedia ha prontamente interpellato.
https://vimeo.com/312702982?fbclid=IwAR32WrL6LZULjrKWM24Wo050pferF9vhqA-NtWPfc9W0vmpcFyrv9EghdJk
La fascinazione che viene da fuori
Insomma, quello dell’esterofilia è o no un vero e proprio problema? «Il ricorrere a forze straniere è sempre più frequente anche se magari non così noto per chi non opera direttamente nell’ambito», racconta Musilli. «A volte può anche essere giusto, perché l’azienda e la casa di produzione vanno alla ricerca di uno stile particolare, ma poi si esagera e magari ci si dimentica che per promuovere in maniera appropriata un prodotto si ha bisogno di una visione interna, nazionale, perché maggiormente vissuta e non solo sentita. Ma la verità è che il nome straniero ammanta di fascino una produzione, la carica di prestigio». Di carne al fuoco ce ne sarebbe abbastanza per alzare il classico polverone…
Smuovere le acque
«E invece no. Il video che abbiamo realizzato mantiene un tono leggero, divertito, senza per questo mancare il bersaglio. L’obiettivo è evidenziare il ruolo di AIR3, affinché possa diventare da punto di partenza un punto di riferimento per i registi italiani, i tanti non fortunati a non avere un contratto di esclusiva con le cdp, sorpassati spesso da colleghi internazionali. Ci piacerebbe far capire come operare dall’interno, ossia avere un rapporto stretto con tutti gli elementi produttivi possa rendere un lavoro migliore, ma anche più agile e meno dispendioso rispetto al ricorrere a un nome che viene da fuori, fa il proprio lavoro, anche bene, ma poi se ne va e il tutto deve essere completato da altre strutture. La nostra è una sensazione, non siamo ricorsi a procedimenti scientifici che poi portano velocemente a processi. Il nostro è un tono simpatico utile a smuovere le acque, un fare rumore senza fare chiasso», conclude Musilli.