GroupM: il +2,5% per il 2018 potrebbe migliorare; il 2019 resta al +1%
Il Ceo di Mindshare, Roberto Binaghi, spiega che, mentre internet e radio continuano a crescere, il primo bimestre evidenzia difficoltà per il piccolo schermo. Bisognerà poi vedere se questo trend sarà occasionale o strutturale
Roberto Binaghi
Il consuntivo 2018 dello spending pubblicitario secondo GroupM potrebbe migliorare – si può pensare di qualche decimale - rispetto all’ultima stima rilasciata a fine novembre, e che era del +2,5% complessivo. I dati sono in fase di revisione e, per ora, come ha spiegato ieri il Ceo di Mindshare Roberto Binaghi a margine di “RadioCompass”, si resta comunque a questa cifra. Un incremento reso possibile soprattutto da internet con il +9,7% considerando come sempre la stima anche degli OTT (e un cumulato del +43% negli ultimi 4 anni), e dalla radio, che ha chiuso gli scorsi 12 mesi con una performance del +5,5%, uguale a quella del 2017 e a conferma per altro di un trend di continua positività che ha permesso al mezzo, di cui sono state celebrate ieri a Milano (con replica oggi a Roma) tutte le potenzialità, di mettere a segno un +23% di aumento cumulato negli ultimi 4 anni. Naturalmente parliamo di un mezzo che, a valori assoluti, vale poco più di un decimo della tv: però, poiché quest’ultima, sempre secondo le analisi di GroupM, ha realizzato nel 2018 un +0,9% (+5% cumulato negli ultimi 4 anni), anche il trend della radio ha contribuito in modo importante a quello complessivamente migliorativo dello spending pubblicitario lo scorso anno. Anno che, invece, per completare il panorama, vede il Gruppo guidato da Massimo Beduschi indicare un saldo negativo per la stampa del 7,4% e del 2% per l’OOH, con il cinema al +8%.