Mashable rafforza l’approccio in tema programmatic
Il publisher si è mosso attuando una serie di manovre, implementando l’header bidding, aggiungendo Amazon, Index Exchange, Rubicon e altri partner
Quando Ed Wise, chief revenue officer di Mashable, ha fatto il suo ingresso nell’editore la scorsa primavera, ha immediatamente notato che quest’ultimo stava “mancando” molti profitti derivanti dal programmatic.
Mashable punta sul programmatic
In estate, Mashable ha deciso di premere l’acceleratore sul programmatic assumendo Adam Harris come SVP di strategia di vendita e partnership. “Uno dei primi problemi che Wise mi ha chiesto di risolvere è stato quello di trasformare la nostra inventory programmatic in un canale profittevole”, ha affermato Harris.
Nuovi partner
Harris quindi ha attuato una serie di manovre, implementando l’header bidding, aggiungendo Amazon, Index Exchange, Rubicon e altri partner. Per aumentare la propria trasparenza Mashable ha reso nota la propria URL.Questo ha dato una spinta al prezzo che i compratori erano disposti a pagare per la pubblicità. L’editore ha anche lavorato con Moat per aumentare la propria viewability.
Valvola di sfogo
La veloce crescita del branded content Mashable necessita più tempo per diventare effettiva, così Wise ha visto nel programmatic una via per bilanciare la crescita di risorse necessaria. “Il programmatic ci ha concesso più tempo per focalizzarci su altro, come il branded content”, ha detto Wise.
Il futuro
Nel 2017 Mashable sta pensando a ulteriori modi per poter migliorare il proprio business programmatic. Harris sta pianificando di aggiungere nuovi partner, anche nella parte video. E il server-to-server è un’opzione.