Autore: Redazione
19/01/2017

Inchieste: Dentsu, scoperti quaranta casi di fatturazioni ‘gonfiate’

Inchieste: Dentsu, scoperti quaranta casi di fatturazioni ‘gonfiate’

Sono stati 40 i casi di fatturazioni ‘gonfiate’ individuati da Dentsu in Giappone nel periodo compreso tra novembre 2012 e luglio dello scorso anno nell’ambito dell’inchiesta interna avviata dopo le notizie emerse a settembre e relative al cliente Toyota. Ad annunciarlo è lo stesso colosso nell’ambito di una vera e propria “operazionie trasparenza”. In cifre si parla di circa 114,82 milioni di yen, poco più di 1 milione di dollari considerando gli attuali tassi di cambio. I clienti colpiti sono stati 40. Dentsu, rivisti 214mila contratti L’azienda non ha ancora trovato un responsabile, ma ha assicurato di essere pronta a fare chiarezza eventualmente prendendo le dovute azioni disciplinari nei confronti di dirigenti e dipendenti. Il comitato che si è occupato di indagare la vicenda è presieduto da Shoichi Nakamoto, senior EVP e CFO, avvocati ed enti terzi con l’obiettivo di scovare le cause dei problemi e prendere le necessarie contromisure. L’indagine ha riguardato circa 214mila contratti stretti con oltre 2200 compagnie. Creata una unit per monitorare gli ordini digitali I problemi derivavano da più fronti, ha concluso Dentsu, tra cui alcuni difetti nei processi di lavoro, come per esempio la mancanza di un sistema standardizzato e adeguato di controlli nonché ritardi nella formazione del personale; ancora Dentsu ha notato uno scarso coordinamento tra le unità di business. In ogni caso l’agenzia aveva già creato una specifica unit volta a controllare gli ordini digitali e le fatturazioni. Ieri Dentsu ha detto di voler implementare un nuovo sistema di controllo doppio, mentre è impegnata con i clienti per promuovere un rapporto trasparente. L’azienda ha aggiunto più di 100 specialisti programmatic per le operazioni di buying in Giappone. Il 14 febbraio il bilancio 2016 Nelle vacanze natalizie, poi, Dentsu era finitoa su tutti i giornali dopo le dimissioni dell’amministratore  delegato Tadashi Ishii. A provocare l’uscita del numero della società è stata la morte da ‘super-lavoro’ di una 24enne, suicidatasi lanciandosi dalla stanza del dormitorio aziendale. Un altro danno d’immagine per Dentsu, che in Giappone, il terzo mercato pubblicitario del mondo, detiene una posizione di controllo con una quota del 25% della spesa pubblicitaria totale. Il business nipponico rappresenta circa il 49% del fatturato di gruppo. Il prossimo 14 febbraio la società rilascerà i dati consuntivi del 2016.