Autore: Redazione
03/11/2026

Hoopygang lancia HoopyUp: dai like ai lead, la creator economy diventa misurabile

La nuova piattaforma proprietaria integra influencer marketing e performance marketing, trasformando le community in un canale di acquisizione misurabile. Creator liberi di scegliere i brand, compensi legati ai risultati e tracking delle conversioni

Hoopygang lancia HoopyUp: dai like ai lead, la creator economy diventa misurabile

Simone Pepino

La fiducia ha un valore, ma per le aziende deve anche produrre risultati misurabili. Per anni l’influencer marketing ha valutato la propria efficacia soprattutto attraverso visualizzazioni, like e interazioni. Indicatori utili per misurare la visibilità, ma insufficienti a dimostrare quanto una collaborazione incida sul business.

Hoopygang scommette su un cambio di prospettiva con HoopyUp, la nuova applicazione proprietaria presentata il 29 ottobre a Intersections, durante un workshop realizzato insieme a Fastweb+Vodafone, tra i primi brand a sperimentare la piattaforma e a collaborare al suo sviluppo. L’obiettivo è trasformare la credibilità delle community in lead, conversioni e ritorno sull’investimento (ROI), integrando influencer marketing, lead generation e performance marketing.

La Creator Economy italiana raggiunge, secondo le stime, un valore di 550 milioni di euro, con una crescita superiore al 12% rispetto al 2025. Un comparto in espansione, ma sempre più frammentato, nel quale i brand faticano a individuare nuovi profili, costruire collaborazioni efficaci e attribuire i risultati alle singole attività.

La fiducia diventa performance
La credibilità dei creator trova riscontro anche nei dati: secondo una ricerca YouGov citata da UPA, il 45% del pubblico dichiara di fidarsi di loro. Una relazione costruita attraverso prossimità, quotidianità e capacità di dialogare con community specifiche, che le aziende vogliono tradurre in risultati economici.

«L’influencer marketing è arrivato a un punto di svolta: non possiamo più considerarlo soltanto un canale di awareness, dobbiamo essere in grado di integrarlo a pieno titolo nelle strategie media, anche con obiettivi di performance», commenta Simone Pepino, CEO di Hoopygang. «La fiducia che le persone ripongono nei creator rappresenta un patrimonio straordinario per i brand, ma oggi dobbiamo poter dimostrare quanto questa relazione sia capace di generare valore concreto. Con HoopyUp vogliamo contribuire a cambiare il modello, mettendo i dati al centro e offrendo a brand e creator uno strumento trasparente, accessibile e orientato ai risultati. La nostra ambizione è rendere misurabile il contributo di ogni singola community, trasformando l’influencer marketing in un investimento di cui sia possibile leggere il ritorno».

«La difficoltà di individuare continuamente profili sempre nuovi, il rapido esaurimento delle potenzialità di alcune audience e la complessità di attribuire i risultati alle singole collaborazioni rappresentano alcuni dei principali limiti degli attuali modelli operativi», spiega Adolfo D’Uva, manager of performance media in Fastweb+Vodafone. HoopyUp risponde a queste esigenze, consentendo di inserire l’influencer marketing nei media plan anche come canale a performance, accanto agli obiettivi di awareness.

I creator scelgono i brand
Il modello si fonda su un ecosistema aperto: sono i creator a scegliere le aziende e le opportunità con cui collaborare. Quando Hoopygang riceve un brief, lo pubblica sulla piattaforma e lo rende disponibile al network degli iscritti. L’adesione è volontaria e non prevede soglie minime di follower né costi di ingresso. Qualsiasi creator può iscriversi e candidarsi alle campagne.

La selezione considera non soltanto i numeri, ma anche la compatibilità tra profilo e brand. La piattaforma analizza tone of voice, composizione e interessi della community, coerenza con l’azienda e capacità di storytelling. Dopo l’adesione, il creator realizza il contenuto e lo carica nell’applicazione per l’approvazione del brand prima della pubblicazione. A ogni partecipante viene associato un link univoco, che permette di tracciare i risultati del singolo contenuto, dai click alle conversioni attribuibili alla campagna.

Tracking e compensi trasparenti
Le aziende possono monitorare in tempo reale l’andamento delle attività e verificare le performance attraverso il sistema di tracking nativo. La misurazione considera i link e i contenuti preventivamente approvati. Dalla pubblicazione del brief all’adesione, fino alla validazione dei materiali e al monitoraggio delle conversioni, l’intero processo si svolge nell’applicazione, senza scambi separati di email o messaggi.

Anche i creator dispongono di strumenti dedicati: una dashboard personale mostra le performance generate, mentre un wallet aggiornato settimanalmente permette di controllare i compensi maturati. La remunerazione viene gestita direttamente dalla piattaforma, senza dover sollecitare i brand per i pagamenti.

«Abbiamo progettato HoopyUp per semplificare e rendere trasparente ogni fase della collaborazione. Per il creator significa poter scegliere i brand, partecipare alle opportunità più coerenti con la propria identità e avere sempre sotto controllo i risultati e i compensi. Per l’azienda significa poter seguire l’intero percorso, dall’attivazione del creator fino alla conversione, con un sistema di tracking nativo e contenuti approvati prima della pubblicazione. Il valore aggiunto è proprio questo: non una semplice piattaforma di gestione delle campagne, ma un ambiente integrato in cui ogni attività è tracciabile e ogni risultato attribuibile. E quando le performance non arrivano, Hoopygang non lascia solo il creator: interviene con attività di formazione e supporto per aiutarlo a migliorare», spiega Michele Maragno, sales manager di Hoopygang.

L’intelligenza artificiale entra in gioco
La piattaforma punta a costruire un sistema nel quale brand e creator possano crescere insieme, premiando i risultati effettivi e non soltanto le interazioni. La roadmap prevede inoltre l’introduzione di agenti di intelligenza artificiale per supportare l’ottimizzazione delle creatività e delle attività, con l’obiettivo di migliorare progressivamente l’efficacia delle campagne.

Per le aziende diventa strategico anche disporre di un bacino di talenti in continuo rinnovamento. La saturazione delle audience e la difficoltà di scalare le collaborazioni con i microcreator richiedono infatti uno scouting costante. HoopyUp concentra in un unico ambiente ricerca dei profili, gestione delle campagne e misurazione, ampliando le opportunità di incontro tra aziende e creator.

Una storia di innovazione
HoopyUp rappresenta una nuova tappa nel percorso tecnologico di Hoopygang, avviato nel 2017 con Relations, proseguito nel 2018 con HOS e sviluppato ulteriormente nel 2025 con Relations.AI. La nuova applicazione supera la tradizionale separazione tra influencer marketing e performance marketing, con una struttura sviluppata in Italia, scalabile e destinata anche all’estensione internazionale. Tra le prospettive figurano l’integrazione di progetti UGC e collaborazioni con creator su scala globale.

«L’ambizione è contribuire a una nuova fase della creator economy, nella quale la qualità delle relazioni, la rilevanza dei contenuti e la capacità di generare risultati possano finalmente essere misurate all’interno di un unico ecosistema», conclude Pepino. Una scommessa che punta a riconoscere il valore della fiducia e, soprattutto, a dimostrarne l’impatto economico.