Fieg ed ENPA lanciano un appello ai parlamentari europei in vista del voto sul copyright del prossimo 12 settembre
I presidenti Andrea Riffeser Monti e Carlo Perrone hanno firmato una lettera aperta - pubblicata da ieri sui giornali italiani - per l’introduzione del “diritto connesso” previsto dall’articolo 11 della direttiva Ue sulla riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale
Fieg ed ENPA si uniscono a difesa del copyright e lanciano un appello in vista del voto che si terrà il 12 settembre a Strasburgo sulla direttiva di riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale. Destinatari dell’appello sono i membri del Parlamento Europeo a cui la Federazione Italiana degli editori di giornali e l’associazione di quelli europei hanno scritto una lettera aperta, da ieri pubblicata sui giornali italiani, con la richiesta votare a favore dell’introduzione di un “diritto connesso” per gli editori di giornali, così come previsto dall’articolo 11 della proposta di Direttiva Ue sul diritto d’autore nel mercato unico digitale.
La tutela dell’informazione
L’introduzione di un diritto connesso tutelerebbe l’informazione professionale, libera e indipendente in Italia e in Europa, consentendo a tutte le aziende editoriali, indipendentemente dalla loro dimensione, di ottenere la giusta remunerazione per il proprio lavoro. Le decisioni sulla direttiva sono state rimandate alla prossima settimana con il voto dello scorso 5 luglio, che di fatto ha bocciato la direttiva così com’era e imposto che venisse ridiscussa con emendamenti e modifiche agli articoli più controversi.
La lettera firmata Andrea Riffeser Monti e Carlo Perrone
Andrea Riffeser Monti e Carlo Perrone in qualità di presidenti rispettivamente della Fieg e dell’ENPA firmano la lettera pubblicata da ieri sui giornali italiani. Nel testo della stessa si fa riferimento alla difesa della democrazia e al diritto dei 150 milioni di cittadini europei ad avere una stampa libera. L’introduzione del diritto connesso (articolo 11 della proposta di Direttiva) garantirà la sopravvivenza della stampa in un mercato dominato dai grandi aggregatori digitali, consentirà di esigere una giusta remunerazione da parte degli editori e in ultima analisi tutelerà il lavoro giornalistico, garantendo allo stesso tempo le libertà individuali degli utenti dei social e del web che producono e condividono contenuti. Queste le istanze di Fieg ed ENPA che temono, in mancanza dell’approvazione della direttiva, l’impoverimento delle attività editoriali e la proliferazione di fake news. All’appello degli editori italiani ed europei si uniscono le associazioni dei giornalisti europei e l’intera filiera dei produttori di contenuti, schierati a difesa del diritto d’autore online e della centralità della stampa nella società civile.