Autore: Vittorio Parazzoli
06/03/2026

Verso l’edizione 2026 di The PRize: per il Presidente della giuria Flavio Ceravolo, i lavori iscritti evidenziano la crescita del ruolo strategico delle RP e della qualità dei progetti

Il Professore associato di Sociologia e Metodi Digitali per la Ricerca all’Università di Pavia commenta il premio promosso da UNA e PR Hub

Verso l’edizione 2026 di The PRize:  per il Presidente della giuria Flavio Ceravolo,  i lavori iscritti evidenziano la crescita del ruolo  strategico delle RP e della qualità dei progetti

Flavio Ceravolo

Flavio Ceravolo, Professore associato di Sociologia e Metodi Digitali per la Ricerca all’Università di Pavia, è il Presidente di Giuria della V edizione di The PRize, il premio promosso da UNA - Aziende della Comunicazione Unite e PR Hub che celebra l’eccellenza nelle Relazioni Pubbliche in Italia. Nel suo ruolo guiderà i lavori della giuria, assicurando rigore metodologico, trasparenza e qualità nel processo di valutazione dei progetti in gara. La giuria è impegnata, fino al 14 marzo, nella prima fase di valutazione online, seguita dalla plenaria in presenza il 18 marzo per l’assegnazione dei Premi di Categoria e del Grand Prix. La cerimonia di premiazione si terrà il 16 aprile 2026 a Roma, nella prestigiosa cornice dell’Ara Pacis, momento culminante del premio. Per l’occasione, DailyMedia lo ha intervistato.

Professore, lei ha vissuto tutte le precedenti edizioni di The PRize come giurato: che evoluzione ha notato nel premio e nel ruolo che ne emerge delle Relazioni Pubbliche?

«Intanto si evidenzia una progressiva maggior accuratezza nella presentazione in logica multimediale dei lavori iscritti, che va di concerto con la crescita del ruolo strategico delle RP come asset di coordinamento delle operazioni di un progetto di comunicazione, ma anche di regia del loro sviluppo. Inoltre, si evidenzia da parte delle RP una capacità propositiva di sperimentare – coinvolgendo opportunamente le aziende-clienti – nuovi touchpoint e occasioni di engagement dei target di riferimento. Ma più in generale l’impressione è che le aziende ma anche le agenzie pensino e lavorino ancora molto in termini di silos specialistici che non dialogano tra di loro. Le RP si stanno guadagnando il ruolo di guida e di tutrici di una coerenza dell’immagine delle aziende che va al di là dei loro prodotti essendo sempre più valutate anche per il loro ruolo sociale».

Quindi The PRize legittima questo sempre più importante ruolo delle RP?

«Non solo, ma continua a promuovere sempre di più un circolo virtuoso per cui i lavori iscritti sono corredati da case histories sempre più complete che diventano a loro volta stimolo a trovare nuovi spunti alla industry e ai clienti. Questo pone poi il problema di un ROI degli investimenti che accelera la necessità di una misurazione delle iniziative sviluppate non solo in termini di ritorno commerciale ma di responsabilità etica e di attenzione ai valori che trasmettono, perché la loro valutazione avviene sempre più a questo livello».

I lavori iscritti testimoniano anche di una sempre maggior attenzione alle attività degli enti pubblici, da quelli più importanti a quelli più locali, che non sono espressamente mirate a ritorni economici, ma che sembrano talvolta ancora ancorate a stilemi vetusti e a modalità di impostazione troppo burocratiche. Cosa ne pensa?

«Sicuramente è un terreno da far crescere e del resto non solo in area RP, anche se certi progetti di comunicazione integrati vengono impostati come programmi vagamente definiti di “relazioni pubbliche” con formati rigidi contenuti nei capitolati. Su questo fronte, come dimostrano per altro alcuni dei lavori che ho potuto già giudicare e che sono stati tra i migliori iscritti grazie evidentemente a una controparte che spesso si dimostra molto sensibile e interessata, è evidente che il ruolo di coordinamento strategico delle agenzie è ancora più importante».