Edison ha avviato due gare per individuare i partner creativi per l’offerta BTC Energia e per quella BTB Next, rivolta alla transizione ecologica di imprese, enti pubblici e territori
Molte delle agenzie coinvolte nel primo pitch risultano partecipare anche al secondo
Novità in vista sul fronte della comunicazione per Edison, sia sul fronte BTC con Edison Energia, sia su quello BTB con Edison Next, per entrambe le quali la compagnia ha avviato altrettante gare per definire i nuovi partner creativi.
Per il primo brand, di cui da ultimo si è occupata Grey, secondo quanto risulta a DailyMedia e Dailyonline, risultano coinvolte SUNTIMES, Kiwi (agenzia digitale di Be Closer), Caffeina e SBAM, la creative agency superpowered by Jakala. Queste ultime tre e SuperHumans dovrebbero inoltre essere in lizza per Edison Next, la società del Gruppo specializzata nella decarbonizzazione e nella transizione ecologica di imprese, enti pubblici e territori e che offre una piattaforma integrata di soluzioni tecnologiche e digitali per ridurre le emissioni di CO₂, autoprodurre energia pulita e ottimizzare i consumi.
In effetti, la compagnia, che l'anno scorso ha investito tra gli 8 e i 10 milioni di euro con planning di Wavemaker, non è stata on air con campagne di rilievo quest'anno e sicuramente ha bisogno di un piano di rilancio. Il Brand Strength Index Utility 2026 di Brand Finance, uscito la scorsa settimana, rivela che il trademark di Edison cresce del 32,9% in dollari, il ritmo più veloce fra tutti i brand utility del mondo, ma che, per contro, la sua forza di influenza scende del 4,1% nello stesso periodo: come dire che valore economico e fiducia dei consumatori nei confronti del brand si muovono in direzioni opposte.
Il quadro che emerge dalla survey è chiaro: i valori dei tre principali brand italiani sono cresciuti tutti tra gennaio 2025 e gennaio 2026, ma per ragioni diverse. Quello di Plenitude riflette un rafforzamento del brand in Italia; quello di Enel un rafforzamento del brand su scala internazionale; quello di Edison, invece, non è accompagnato da un pari rafforzamento del brand, ma riflette anche l'aumento del fatturato legato al business con le imprese e alla crescita dei prezzi dell'energia.
Governance
Sul fronte societario intanto, come riportato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera, EDF, il gruppo francese cui fa capo Edison, si prepara ad aprire il capitale della sua controllata a nuovi investitori, avviando entro la fine di ottobre il processo di vendita di una minoranza della compagnia, che è la più antica società energetica d'Europa. Sul mercato dovrebbe andare una partecipazione compresa fra il 20 e il 30%, per un incasso che potrebbe attestarsi intorno ai 2 miliardi.
L'ingresso del nuovo azionista dovrebbe avvenire attraverso lo strumento del cosiddetto preferred equity, uno strumento a metà fra capitale e debito che dà maggiori garanzie di remunerazione ai possessori. Fra i fondi interessati, tutti americani, ci sarebbero Blackstone, Apollo, Sixth Street, Kkr e Ares, la maggior parte dei quali è già investito nell'industria energetica italiana.
Sempre entro questo mese dovrebbe esser pronto il nuovo piano industriale di Edison, che terrà conto dello choc energetico causato dalla guerra in Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz. Il conflitto in Medio Oriente ha infatti avuto un impatto rilevante sulle attività dell'azienda, al pari per altro ovviamente delle altre utility. Proprio su questi temi, Edison farà un punto stampa mercoledì nella sua sede milanese su «Misure e impegni contro il caro Energia».