Autore: Redazione
27/03/2025

L'e-commerce Made in Italy continua a crescere: i dati di Netcomm

Sono 91.000 le imprese con un sito di retail online, +3,4% nel 2025. Durante Netcomm Forum 2025 sarà presentato l'Osservatorio siti e-commerce italiani in collaborazione con Cribis, che analizza il profilo e le caratteristiche delle aziende

L'e-commerce Made in Italy continua a crescere: i dati di Netcomm

Roberto Liscia

L'e-commerce italiano prosegue la sua espansione e si consolida come motore di trasformazione per il commercio italiano. Secondo i dati dell'Osservatorio siti e-commerce italiani realizzato da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale in Italia, in collaborazione con Cribis, società del Gruppo CRIF che fornisce informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese, il numero di aziende italiane con un sito e-commerce ha registrato un aumento del 3,4% rispetto al 2024, raggiungendo quota 91.000 imprese. Si evidenzia inoltre una crescita delle società di capitale con e-commerce (+8,5%), da 47.000 del 2024 a 51.000 nel 2025: questo incremento indica una progressiva maturazione del settore, con aziende sempre più strutturate e orientate a strategie digitali avanzate.  Questi dati saranno presentati nel corso della ventesima edizione di Netcomm Forum, l'evento di riferimento dell'e-commerce e del Digital Retail realizzato con il supporto tecnico di TIG - The Innovation Group, che si terrà il 15 e 16 aprile 2025 presso l'Allianz MiCo di Milano con l'edizione intitolata "The Next 20 Years in 2 Days".  "L'e-commerce italiano continua a consolidarsi, diventando un asset strategico per la trasformazione digitale delle imprese. L'analisi dell'Osservatorio Netcomm in collaborazione con Cribis evidenzia un settore sempre più strutturato, con aziende che investono in innovazione, digitalizzazione e customer experience. Tuttavia, permangono sfide importanti, come la necessità di rafforzare la presenza internazionale del Made in Italy e di favorire una maggiore integrazione tra i canali di vendita online e offline. Il futuro del commercio sarà sempre più orientato a modelli omnicanale e a soluzioni che garantiscano un'esperienza d'acquisto personalizzata e fluida per i consumatori", commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. "L'e-commerce rappresenta ormai un asset strategico per le imprese italiane, non solo per ampliare il proprio mercato ma anche per sperimentare nuovi modelli di business e modalità di interazione con i consumatori. La crescita delle aziende strutturate, con una presenza e-commerce solida, è segnale di una maturazione importante del mercato italiano, che guarda con sempre maggiore attenzione alle tecnologie avanzate e all'internazionalizzazione. Tuttavia, per cogliere appieno tutte le opportunità offerte dal digitale, è essenziale continuare a investire in innovazione e sviluppare competenze specifiche, creando un equilibrio efficace tra canali online e offline”, commenta Marco Preti, AD di Cribis.

Distribuzione geografica

Dall'analisi condotta da Netcomm e Cribis emerge che le aziende italiane che operano nell'e-commerce sono distribuite in modo eterogeneo sul territorio nazionale, con una maggiore concentrazione nelle regioni economicamente più sviluppate: Lombardia, con il 19% delle aziende e-commerce; Lazio, con l'11,6% e a seguire Campania, con l'11,3%. A livello provinciale, i principali hub del commercio digitale sono Milano (9,6%), Roma (9,3%) e Napoli (6,2%). È fondamentale segnalare che, a livello di macro-aree, la percentuale maggiore di società per capitale con e-commerce è localizzata nella zona Sud e nelle Isole (il 31%). L'analisi mostra inoltre come il settore sia dominato da micro e piccole imprese, con una presenza significativa anche di aziende di dimensioni più grandi, che hanno una maggiore penetrazione sul dato nazionale. La fascia d'età più rappresentata tra le aziende e-commerce va dai 6 ai 25 anni, con una crescita dell'età media, segno di una maturità crescente del settore e di una stabilizzazione delle imprese che operano nel digitale. Il settore più rilevante è il commercio (47,5%), seguito dai servizi (24%), ma i microsettori con maggiore incidenza sono l'industria delle bevande (25,5%), le attività editoriali (18,6%), la fabbricazione di prodotti chimici (12,6%) e le Industrie Alimentari (12,1%). Sul fronte della comunicazione digitale, emerge la forte presenza delle aziende e-commerce sui social media, ormai strumenti indispensabili per la promozione e il customer engagement. In particolare, l'82,7% delle aziende analizzate possiede almeno un social network. Di queste, l'84,4% ha un canale Facebook e il 69,6% è attivo su Instagram. Gli altri social media che superano la soglia del 10% sono YouTube, Linkedin e X.

Digital attitude

L'Osservatorio evidenzia come le imprese italiane stiano progressivamente investendo in digitalizzazione, con un forte incremento della loro capacità di operare e comunicare efficacemente sui canali digitali. Emerge infatti che il 67,2% delle aziende registra alto livello di Digital attitude, in crescita rispetto al 49,2% del 2024. Questo indice misura la predisposizione delle imprese agli investimenti in marketing digitale, digital transformation e infrastrutture web, ma anche copertura della banda larga nel Comune e utilizzo del canale internet per il business, attraverso un Sito internet strutturato, efficace, aggiornato su cui si innesta l'attività di e-commerce. Il 30,1% delle aziende mostra un livello alto di Innovation, mentre il 54,7% si colloca nella fascia medio-alta. Questo indicatore rileva il livello di innovazione e la propensione ad innovare, usando come fonti la crescita della produttività e dell'autonomia patrimoniale, il livello di innovation del sito internet, la presenza di brevetti innovativi, l'approccio smart al business, un management flessibile e orientato all'R&D, ma anche il livello di internazionalizzazione del contesto (investimenti esteri, filiere internazionalizzate, attività di export). Nonostante questi progressi, oltre il 54% delle aziende e-commerce presenta ancora un basso livello di internazionalizzazione, evidenziando la necessità di strategie più efficaci per espandere la presenza del Made in Italy sui mercati esteri. Solo il 16,8% delle società di capitale presenta nel 2025 un elevato score di internazionalizzazione.

Metodi di pagamento

L'analisi ha rilevato una progressiva diversificazione degli strumenti di pagamento offerti dalle aziende italiane con e-commerce, segnale di una crescente attenzione verso l'esperienza d'acquisto e la flessibilità delle transazioni. Il 16,6% del campione utilizza un solo metodo di pagamento, mentre il restante 83,4% ne ha più di uno, con un aumento delle imprese che offrono 3 o 4 soluzioni rispetto al 2024. Tra le aziende che hanno un solo metodo di pagamento si distinguono PayPal con il 46,8%, la carta di credito con il 25,8% e il bonifico bancario con il 15,7%. In relazione alla dimensione aziendale, si nota come PayPal sia il metodo più utilizzato dalle Micro, piccole e medie imprese, mentre la Carta di credito sia quello più utilizzato dalle Grandi. Per le aziende che hanno più metodi di pagamento quelli più utilizzati sono Carta di Credito, PayPal, Bonifico Bancario. Si segnala la crescente diffusione di Klarna, indicativa di un maggiore interesse verso le soluzioni di pagamento rateizzato e "buy now, pay later".