Digital Angels: presenta con Luiss X.ITE i trends 2026 della comunicazione e la nuova centrale DAs Media, che guarda a 50 milioni di euro di amministrato quest’anno
A Milano, ieri, la conferenza “Verso gli Smart Media Centre” organizzata dal Gruppo di cui è Founder e M.D. Piermario Tedeschi con l’Università romana
Piermario Tedeschi
Si è tenuta ieri presso il Milano Luiss Hub, la conferenza “Verso gli Smart Media Centre. Tecnologia, mercato e organizzazione nell’evoluzione dei Centri Media e dell’ecosistema della comunicazione”, organizzata dal Centro di Ricerca Luiss X.ITE e dall’agenzia di marketing Digital Angels, replica aggiornata di quella che si è già svolta a Roma lo scorso 21 novembre. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra accademia, istituzioni e aziende, per riflettere sulle trasformazioni che stanno ridisegnando l’intero settore media: nuove tecnologie, nuovi modelli organizzativi e nuove metriche di valutazione. Durante l’evento sono stati presentati i risultati della ricerca condotta dal Centro di Ricerca dell’Ateneo intitolato a Guido Carli per conto di Digital Angels, agenzia di marketing che unisce creatività, media planning e digital marketing. Sviluppata sotto la guida dei professori Marco Francesco Mazzù, Michele Costabile e Stella Romagnoli, con il supporto di Lorenzo Ricciardi, l’indagine è stata condotta tra giugno e ottobre 2025 con un approccio multi-metodo, integrando dati secondari da fonti nazionali e internazionali con analisi qualitative e quantitative. Il panel ha incluso oltre 100 Industry Leader - tra CEO, direttori marketing e comunicazione, responsabili media e operatori del settore - e 400 consumatori, con l’obiettivo di comprendere i principali scenari evolutivi della comunicazione e delineare i trend che guideranno il settore nei prossimi anni.
I commenti
«L’analisi che abbiamo condotto ci restituisce l’immagine di un ecosistema in profonda trasformazione, dove tecnologia, nuovi comportamenti di consumo media e necessità di misurazione più trasparente stanno ridisegnando le regole del gioco”, ha commentato Marco Mazzù, Direttore della Knowledge Transfer Unit del Centro di Ricerca Luiss X.ITE, che ha aggiunto: “Sarà fondamentale integrare creatività, tecnologia e lettura dei dati. L’intelligenza artificiale rappresenta, infatti, un alleato strategico, ma è la visione umana a dare senso e differenziazione. Le agenzie dovranno, quindi, distinguersi per un approccio agile, consulenziale, olistico e data-driven, capace di coniugare l’efficienza con la qualità della relazione». «Credo che la collaborazione tra accademia e mondo professionale sia l’unico modo di innovare radicalmente il mercato. Questa ricerca è un ottimo esempio di come metodo scientifico e rigore accademico possano portare insight utili al mercato per evolversi. Grazie all’eccellente lavoro svolto dal team di ricerca anticipiamo le evoluzioni del settore media per offrire ai nostri clienti strategie e metodologie che integrano i principali trends del 2026 così da elevare il potenziale dei loro brand» ha aggiunto Piermario Tedeschi, Founder e Managing Director di Digital Angels.
La centrale
In questo scenario nasce DAs Media, il nuovo centro media di Digital Angels progettato per rispondere a queste trasformazioni. Presentato ieri durante la conferenza, DAs Media unisce strategia, dati e tecnologia in un modello operativo che mette al centro l’attenzione e la trasforma in crescita misurabile. Il centro media eredita 15 anni di esperienza dell’agenzia, con un billing gestito superiore ai 50 milioni di euro previsto quest’anno e quindi in crescita del 25% rispetto ai 40 degli scorsi 12 mesi e una squadra di oltre 35 professionisti attivi tra Roma e Milano.
I trend
Dalla ricerca sono emersi cinque trend chiave per il 2026:
1. L’intelligenza artificiale entra nel cuore delle strategie media
L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento, ma una leva trasversale che agisce in tutte le fasi del media planning: dalla pianificazione all’ottimizzazione, fino alla personalizzazione dei contenuti e alla misurazione. Le aziende più competitive sono quelle capaci di integrare l’AI per migliorare qualità delle scelte, rilevanza dei messaggi e misurazione dell’efficacia.
2. L’attenzione diventa il KPI centrale
In un contesto attuale, saturo di stimoli e frammentato su numerosi canali, l’attenzione diventa fondamentale. La ricerca segnala così il passaggio dalla logica delle impressions a quella della qualità dell’attenzione, rendendo necessario un aggiornamento delle metriche per valutare la pertinenza del contenuto, la durata dell’esposizione e il reale coinvolgimento.
3. Dai motori di ricerca alle piattaforme generative
Emergono nuovi motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale e, parallelamente, si osserva una riduzione del traffico proveniente dai motori tradizionali. In questo scenario, la visibilità dei brand si ridefinisce secondo logiche sempre più algoritmiche con indicatori emergenti come lo “Share of Model”, che misura la rilevanza e la rappresentazione di un marchio nei contenuti sintetizzati dall’AI.
4. Retail Media in crescita
I canali Retail Media guadagnano centralità nella strategia pubblicitaria, permettendo ai brand di comunicare vicino al momento dell’acquisto, sia offline nei punti vendita retail, sia online nei principali e-commerce multimarca. L’integrazione tra dati, contesto e intento rafforza il legame tra advertising e conversione, trasformando il media in una leva commerciale diretta.
5. I nuovi Smart Media Centre
Il rapporto azienda-agenzia evolve verso modelli più consulenziali, integrati e data-driven, che riescano a coniugare la valorizzazione dei Brand e la performance di mercato. In questo contesto, l’“integrazione specializzata” – ovvero l’eccellenza tecnica e la profondità di conoscenza nelle singole discipline – rappresenta la nuova frontiera nell’ecosistema della comunicazione.