Dal dating agli eventi: Winker aggiorna la sua applicazione e gli strumenti per favorire la socializzazione
Dalle origini pre-pandemiche all’odierno rilancio, la storia e i prossimi passi della startup che si pone l’obiettivo di ridefinire gli incontri dal vivo nelle parole del CEO Giovanni Maglietta

Giovanni Maglietta
Come sono cambiati gli eventi nell’ultimo lustro? Cosa chiedono oggi i tifosi, i fan, i danzatori, i partecipanti? Cogliamo l’occasione per approfondire l’argomento dall’incontro che ha unito la community Live Moment e Winker, la startup che si pone l’obiettivo di ridefinire la socializzazione dal vivo, che hanno ideato “Underground”, un concerto-evento con giovani e talentuosi artisti del panorama musicale italiano, andato in scena la scorsa settimana all’Hard Rock Caffè. Inoltriamoci quindi nel mercato grazie alle risposte di Giovanni Maglietta, CEO di Winker (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).
Quando nasce Winker e con quali obiettivi?
«Nasce prima del Covid, come un’applicazione di dating, da un’idea molto semplice ma assolutamente impattante, ossia quella di andare in un locale, vedere le persone presenti attraverso l’app per poi poterle conoscere dal vivo. La pausa pandemica ha portato non pochi cambiamenti, soprattutto per quel che concerne l’ambito eventistico; da lì abbiamo iniziato una nuova storia».
È oggi che cosa offrite?
«La filosofia non è cambiata e Winker vuole facilitare la socializzazione, affrontare e superare le barriere legate alla conoscenza e all’incontro. Lo scorso anno ci siamo resi conto di quanto fossero cambiate le modalità conoscenza, legate anche alle mutate condizioni di gestione dei luoghi che favoriscono la socializzazione. Ci è stato chiesto uno strumento capace di abbattere le barriere create dalla pandemia. Ma, attenzione: l’applicazione non si rivolge solo ai più giovani, viene frequentata e utilizzata anche da quelli con qualche anno in più».
Come è cambiato il settore degli eventi e il suo vissuto negli ultimi cinque anni e quali sono le tipologie più frequentate’?
«Lavoriamo nel campo della musica, ma non solo. Volgiamo dare qualcosa di più e siamo consapevoli che i processi di socializzazione siano cambiati in molti aspetti; per fare un esempio: una volta si puntava sul bar e si faceva cassa, ma oggi non è più così, considerato che i ragazzi bevono di meno. L’offerta è proprio diversa e, allora, l punto di contatto è un’app che riesca a coprire l’idea di socializzazione a 360° gradi»
Cosa chiedono i consumatori/frequentatori?
«Uscire e fare una bella serata, in sicurezza; ma anche scoprire eventi, fare community, conoscere persone che coltivino interessi simili».
Winker e l’innovazione: come vi rapportate all’AI?
«L’intelligenza artificiale può entrare in molti modi, può andare in direzioni differenti, come creare algoritmi più efficienti che facilitino il contatto tra le persone, creare esperienze più personalizzate, facilitare le stesse operazioni sull’app».
Winker e il 2025: quali saranno i prossimi step?
«Costruiremo una nuova versione dell’applicazione, quindi sarà un anno di lancio e rilancio allo stesso tempo, consapevoli dell’autorevolezza maturata, anche grazie a una community sempre più ampia».