Autore: Redazione
19/01/2017

Dati Cinetel 2016: per il cinema un buon risultato di crescita con un +6,06%, in attesa dei cambiamenti previsti dalla nuova legge sul mezzo

Dati Cinetel 2016: per il cinema  un buon risultato di crescita con un +6,06%, in attesa dei cambiamenti previsti dalla nuova legge sul mezzo

“Gli italiani stanno tornando al cinema e l’aumento del numero degli spettatori in sala è un’ulteriore conferma della crescita dei consumi culturali nel nostro Paese: dal cinema al teatro, dai musei all’acquisto dei libri, fino ai concerti, in questo 2016 il segno è stato positivo”, ha affermato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini commentando i dati Cinetel. Per il Ministro il cinema è tornato a essere centrale nell’agenda di governo: dalla nuova legge di settore – che aumenta le risorse, modernizza le regole e promuove la rinascita delle sale cinematografiche – alle diverse promozioni per far riscoprire il fascino del grande schermo il 2017 sarà un anno di cambiamenti. Il riferimento è chiaramente alla nuova legge sul cinema approvata dopo decenni e che consentirà di consolidare la crescita trainando l’Italia nel solco di crescita delle altre nazioni modificando alcune tendenze non salutari per il settore cinematografico. La nuova legge e i decreti attuativi dovrebbero ad esempio aiutare a risolvere il problema della stagionalità e l’eccesso di concentrazione in alcuni periodi dell’anno, incentivando i produttori ad uscire nel periodo estivo e a dare un impulso verso il rinnovamento del mercato. Queste sono di fatto le priorità emerse anche dai risultati esposti il 17 gennaio durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati Cinetel per l’anno 2016. All’appuntamento hanno partecipato i presidenti ANEC, ANICA, ANEM, Cinetel e il Direttore Generale Cinema del MIBACT. In sintesi, dagli interventi registrati durante la conferenza, emerge il fatto che il cinema nel 2016 ha registrato numeri positivi, confermando l’incremento del numero di spettatori del 6,06% rispetto al 2015, un dato rafforzato dalla quota di mercato del cinema italiano salita al 28,71% contro il 21,35% del 2015. Alcuni dati hanno sottolineato come vi sia però una preoccupazione legata alla stagionalità da risolvere e su come il risultato positivo del cinema ottenuto nel 2016 sia stato fortemente condizionato dall’eccezionale fenomeno Quo vado? e da successi inattesi come Perfetti sconosciuti, Fuocoammare, La pazza gioia - a cui va una nota di merito essendo uscito a maggio, un periodo in cui di solito i film italiani non vengono distribuiti. La questione della stagionalità è certamente una priorità che sarà affrontata con decreti adeguati capaci di invertire questa tendenza e fare sì che il cinema sia proposto per tutti i dodici mesi e in modo equilibrato. Analizzando l’offerta italiana del 2016, è emersa una buona diversificazione nei generi, che dovrebbe aumentare ancora di più una volta avviata a pieno regime la nuova legge sul cinema e l’audiovisivo che promette di fatto il rilancio e lo sviluppo di un settore strategico dal punto di vista culturale, sociale ed economico grazie a incentivi fiscali e contributi ad hoc per realizzare nuove produzioni. I dati del 2016 mostrano che è un obiettivo raggiungibile e il successo di film peculiari come il documentario Fuocoammare, La pazza gioia e Lo chiamavano Jeeg Robot ne sono la prova. Restano fondamentali incentivi ai giovani e alle produzioni innovative, criteri più oggettivi per la selezione dei film da sostenere – come previsto infatti dalla nuova legge del cinema – assieme a un’attenta riflessione del calendario e della distribuzione dei diversi generi e titoli proposti. La conferenza stampa si è conclusa con l’intervento del Direttore Generale Mibact, il quale ha espresso soddisfazione per i risultati positivi ottenuti nel 2016. Assieme al numero di spettatori, è cresciuto anche il numero complessivo di film. Va segnalato però che tale crescita non è ancora proporzionale rispetto al numero di sale, che invece è rimasto costante negli anni e sul quale dovrebbero intervenire i decreti della nuova legge sul cinema, la qual prevede il rafforzamento del sostegno al cinema e all’audiovisivo tramite una serie di incentivi per chi ristruttura e investe in nuovi cinema. Aumenterà dunque il numero degli schermi e la qualità delle sale, coinvolgendo un numero molto più ampio di spettatori. I dati del 2016 dimostrano che ci sono tutte le premesse perché la riforma a 360° che riguarda tutto il sistema del cinema e dell’audiovisivo possa portare i risultati sperati e alla realizzazione di un’offerta all’altezza che permetta al cinema italiano di restare al passo con l’Europa.