Autore: Redazione
23/07/2018

BuzzFeed rilancia e punta tutto sul programmatic per il suo nuovo sito di news

L’editore ha lanciato un portale indipendente di notizie che monetizza gli spazi solo tramite open exchange anziché attraverso il native advertising come la sua controparte principale

BuzzFeed rilancia e punta tutto sul programmatic per il suo nuovo sito di news

Pioniere del native adv e del branded content, BuzzFeed si è posto l’obiettivo di diversificare la propria offerta rispetto al direct advertising. E da nessuna parte è più evidente che sul suo nuovo sito di notizie standalone BuzzFeed News. Martedì scorso, infatti l’editore ha lanciato questo portale indipendente dalla property principale, dove grandi assenti sono gli annunci nativi che ancora guidano la maggior parte dei ricavi di BuzzFeed. Gli unici annunci sul sito di BuzzFeed News sono alcune unità display, che monetizzano attraverso gli open exchange. Il sito prevede anche di vendere gli homepage takeover in modalità di co-branding, riporta Digiday. Fonti non pubblicitarie Come per il resto di BuzzFeed, la pubblicità sul sito è solo una parte della monetizzazione delle notizie. Le news sono diventate parte integrante anche delle ambizioni video di BuzzFeed che, intanto, sta ricevendo finanziamenti da Facebook per un nuovo show su Watch, “Profile”, e ha una serie in cantiere che arriverà su Netflix e Oxygen nel corso di quest’anno. Ma, la strada da percorrere è ancora lunga: Jonah Peretti, Amministratore Delegato di BuzzFeed, ha dichiarato che nel 2018 solo un terzo circa dei ricavi di BuzzFeed proverrà da fonti non pubblicitarie. Creare valore “Abbiamo lanciato BuzzFeedNews.com per dare al marchio un aspetto distinto ed elevato, in linea con il suo giornalismo di livello mondiale - ha dichiarato un portavoce -. Anche se il sito include solo annunci programmatici al momento del lancio, siamo entusiasti di esplorare nuove partnership, mentre continuiamo a perseguire numerose opportunità per sbloccare l’enorme valore di BuzzFeed News, tra cui il suo robusto elenco di progetti per TV, SVOD e film”. Secondo quanto riportato da Digiday la scelta di virare sul programmatic è pragmatica e di compromesso, poiché l’editore ha perso la sua storica presa nel campo dei contenuti sponsorizzati.