BFC Media e IDI ufficializzano l’accordo con GEDI per L’Espresso: il closing a fine mese, poi il rilancio del brand come “sistema”
Denis Masetti diventa Presidente anche de L’Espresso Media Srl, partecipata al 49% dalla holding di Danilo Iervolino, che acquisterà il ramo d’azienda anche delle Guide del settimanale del Gruppo guidato da John Elkann
Denis Masetti
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Dopo le voci girate la scorsa settimana che hanno portato anche alle dimissioni del Direttore Marco Damilano, sostituito da Lirio Abbate, e alla protesta dell’assemblea della redazione che provocherà la non uscita del settimanale domenica prossima, ieri è arrivata l’ufficializzazione dell’avvenuto avvio dell’operazione che porterà alla cessione da parte di GEDI a BFC Media e IDI de L’Espresso. Nel dettaglio, il Gruppo di cui è Presidente Denis Masetti ha reso noto che il suo CdA ha preso atto della lettera di Offerta sottoscritta sempre ieri fra BFC Media e IDI da una parte, e GEDI Periodici e Servizi e GEDI News Network dall’altra, che definisce una lettera d’intenti per l’acquisizione da queste ultime due dei rami d’azienda relativi alle attività editoriali del periodico e della testata Le Guide de L’Espresso. L’operazione verrà condotta dalla neocostituita società L’Espresso Media Srl, con sede a Milano in via Melchiorre Gioia 55, partecipata al 51% da BFC Media, che è quotata al mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, e al 49% da IDI Srl a socio unico Danilo Iervolino. Quest’ultima è la società che ha avviato le trattative per l’acquisizione del controllo del Gruppo che pubblica tra gli altri Forbes, Bluerating, Bike, Cosmo, Equos e Robb Report che si concretizzeranno tra poche settimane con l’acquisto di un primo 51% di BFC Media stessa. Il sistemaL’accordo con GEDI – specifica la nota - prevede varie forme di collaborazione, tra cui la prosecuzione dell’abbinamento del settimanale all’edizione domenicale del quotidiano La Repubblica, la promozione congiunta delle iniziative editoriali, dei servizi di distribuzione nelle edicole e di gestione degli abbonamenti. La raccolta dovrebbe passare invece dalla Manzoni alla concessionaria interna di BFC Media, ma maggiori dettagli saranno forniti al closing della due diligence e dell’operazione, atteso entro fine mese. Sicuramente, come per altro è in stile BFC Media, non ci sarà soltanto il rilancio del settimanale cartaceo e del suo sito, ma la creazione di un “sistema” fatto di radio, podcast, attività digitali ed eventi, il tutto, promette Masetti, che è diventato Presidente anche della neocostituita L’Espresso Media, con l’impegno a non snaturare il valore storico del brand e il suo posizionamento né a indebolirlo da un punto di vista delle risorse ma semmai appunto di allargarne l’offerta multicanale anche per concorrere, con gli attesi risultati positivi del rilancio, a un raddoppio dell’attuale giro di affari di BFC Media, che nel 2021 sono già aumentati a 16 milioni di euro. I commentiNon a caso, Masetti ha dichiarato: “L’Espresso rappresenta una parte importante della storia d’Italia. Partendo dalla sua storia, vogliamo anche che si sviluppi attraverso un progetto editoriale indipendente e condiviso, supportato da strumenti e strategie moderne e investimenti adeguati che facciano crescere la qualità del prodotto, i cui tradizionali e consolidati punti forti sono la politica, l’economia e la cultura, la diffusione e la sua penetrazione”. Non a caso, per un’eventuale nuova direzione a operazione conclusa, si è fatto un nome come quello di Milena Gabanelli. Da parte sua, il Gruppo di cui è Presidente John Elkann ha aggiunto: “Sotto la nuova proprietà, che fa capo a BFC Media, un Gruppo editoriale solido, che ha valorizzato economicamente la testata e che sta puntando sullo sviluppo di riviste periodiche, il settimanale L’Espresso potrà trovare maggiore allineamento nella strategia aziendale, rispetto alla direzione evolutiva che il Gruppo GEDI ha intrapreso e sta perseguendo da anni, centrata sull’informazione in real time per il grande pubblico e sullo sviluppo di contenuti digitali e multimediali per i quotidiani (anche se in realtà ha ceduto al Gruppo Sae testate locali come Il Tirreno di Livorno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara, e più di recente la Nuova Sardegna, ndr) e le radio”. |