Autore: Redazione
12/05/2026

Audion certifica l’efficacia del digital audio lungo tutto il funnel

Secondo l’Audio Performance Index del gruppo, il digital audio si consolida come media di performance capace di incidere dalla brand awareness fino all’intenzione d’acquisto, con crescite costanti su brand image e consideration tra il 2023 e il 2025 e risultati low funnel che raggiungono +21,6 punti

Audion certifica l’efficacia  del digital audio lungo tutto il funnel

Audion, piattaforma pubblicitaria basata sull’intelligenza artificiale, pubblica l’Audio Performance Index, definito come il primo studio di riferimento dedicato all’efficacia full funnel del digital audio. L’analisi raccoglie 423 studi internazionali di brand lift realizzati da Happydemics, inclusi 9 italiani, e fotografa un mercato ormai entrato nella maturità. Nei principali mercati europei, infatti, i podcast raggiungono 76,6 milioni di ascoltatori mensili, mentre il 32% della popolazione europea ascolta podcast ogni mese. Il digital audio emerge così come un comportamento di consumo mainstream, capace di occupare uno spazio stabile nelle abitudini quotidiane degli utenti. I risultati dello studio indicano che l’audio non rappresenta più soltanto uno strumento di awareness, ma un media in grado di attivare con efficacia tutte le fasi del funnel marketing, dalla costruzione della marca fino alla conversione. L’Audio Performance Index mette in evidenza soprattutto la forza del digital audio nelle attività low funnel. Le campagne più performanti arrivano infatti a generare fino a +21,6 punti di intenzione d’acquisto, dimostrando una capacità concreta di trasformare attenzione e coinvolgimento in risultati misurabili. Lo studio sottolinea inoltre un differenziale di 10 punti tra annunci ad alto e basso engagement, il più elevato all’interno del panorama digitale. Il dato suggerisce che il digital audio sia il mezzo che trae il maggiore vantaggio da un targeting qualitativo e da una creatività particolarmente curata. L’efficacia dell’audio si lega anche alle peculiarità del canale: un contesto immersivo, livelli di attenzione costanti e un ambiente meno saturo rispetto ad altri media, dove ogni messaggio riesce a emergere senza forte concorrenza. A rafforzare ulteriormente le performance contribuisce la voce umana, identificata come driver emotivo diretto e capace di creare una relazione più immediata con l’ascoltatore.

Brand lift in crescita

L’analisi evidenzia una crescita continua degli indicatori di impatto tra il 2023 e il 2025. Sul fronte della Brand Image, il digital audio si posiziona come l’unico mezzo in grado di migliorare in modo costante nel periodo considerato, registrando un incremento di 2,5 punti, mentre DOOH e CTV mostrano un andamento in calo. Ancora più marcata la dinamica relativa alla consideration, che cresce di 7,8 punti nello stesso arco temporale, superando qualsiasi altro media digitale incluso nello studio. I dati raccolti nei primi mesi del 2026 confermano inoltre un’evoluzione strutturale e di lungo periodo, rafforzando l’idea di un canale ormai centrale nelle strategie media. “L’Audio Performance Index rappresenta il primo studio volto a valutare l’efficacia del digital audio lungo tutto il funnel. Supportati da centinaia di campagne e dalla metodologia unificata di Happydemics, i nostri risultati offrono la solidità necessaria per aiutare agenzie e inserzionisti a integrare con precisione il digital audio nei loro media plan per tutti gli obiettivi di marketing”, dichiara Geoffrey Fossier, Global CMO di Audion. “L’audio non è più una leva secondaria, ma un motore di performance misurabile in ogni fase del funnel. Nel nostro ruolo di terza parte di fiducia, forniamo la misurazione unificata e azionabile di cui i brand hanno bisogno per ottimizzare ogni euro investito. I dati dimostrano che, quando gestito con lo stesso livello di comparabilità degli altri media, l’audio sprigiona tutto il suo potenziale all’interno del media mix, guidando un massiccio brand lift e trasformando l’intenzione in risultati concreti”, conclude Virginie Chesnais, CMO di Happydemics.