Nel 2017 partirà nuova ricerca sugli ascolti radio
A fine marzo nasce una Srl partecipata al 70% dagli editori di network nazionali e al 30% dalle locali rappresentate da Aer Anticorallo e FRT; gara per individuare l’istituto fornitore
Senza i rappresentanti del mercato non sarà una “audi”, ma gli editori radiofonici sono pronti per dare corpo al progetto di una ricerca sugli ascolti radio che potrebbe costituire poi la base per un’indagine ufficiale condivisa da tutti gli attori come già auspicato da AgCom in passato.
Secondo quanto risulta a DailyMedia, tra la metà e la fine di marzo sarà costituita una Srl di cui il 70% farà capo ai network nazionali, e il 30% alle radio locali rappresentate da Aer Anticorallo e FRT. Le quote dovrebbero essere ripartite tra i vari gruppi editoriali in base al numero di emittenti che possiedono e allo share complessivo che rappresentano. Il consiglio di amministrazione della Srl sarà composto da 17 membri, di cui 4 rappresentati delle radio locali, 3 per Rai, 2 per Gruppo Espresso, 2 per Finelco/Mediaset, 1 per Monradio, 1 per Radio Italia, 1 per RTL 102,5, 1 per RDS, 1 per Radio 24 e 1 per Radio Kiss Kiss. Successivamente, questo CdA nominerà il comitato tecnico di 16 membri che rifletterà la stessa composizione, tranne Rai che esprimerà due membri. L’obiettivo è avere una ricerca proprietaria sugli ascolti radio, che dovrebbe prendere il via nel gennaio 2017.
Questa ricerca dovrà riflettere le novità intervenute nel settore radiofonico, per esempio in materia di nuove forme di fruizione. Tra queste, l’ascolto tramite mobile, che è uno strumento piuttosto diffuso presso i target più dinamici come aveva evidenziato la ricerca di base realizzata da Gfk e Ipsos, la prima relativa alla radio, presentata lo scorso ottobre a Milano. Proprio da questa iniziativa, che per la prima volta ha visto tutti i network nazionali e circa 250 radio locali uniti nello stesso progetto, sarebbe poi partito l’iter per la costituzione della Srl.
L’istituto o gli istituti di ricerca idonei a soddisfare queste esigenze saranno individuati tramite gara a cui, con tutta probabilità, parteciperanno anche GfK, attuale fornitore della ricerca CATI sugli ascolti Radio Monitor, e Ipsos, che nel 2013 e 2014 ha lavorato alla rilevazione sui sette giorni tramite il meter, rilevazione che nel 2015 è stata interrotta. A questo progetto, in questa fase, non partecipano i rappresentanti del mercato. Una delle ragioni potrebbe essere che queste entità, e in particolare il presidente dell’UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi, vorrebbero l’utilizzo del meter come strumento principale di rilevazione. Sassoli lo ha detto spesso; ma il meter non sarebbe in grado di rilevare correttamente – per esempio – i famosi ascolti dal mobile che invece interessano agli editori. Ma averli è importante. In ogni caso, senza il mercato l’“audi” non c’è. E l’Auditel resta uno spauracchio che i radiofonici vogliono scacciare.