Autore: Redazione
18/01/2018

YouTube cambia policy: nuove soglie di monetizzazione, revisione manuale per Google Preferred e maggior trasparenza

La società americana reagisce al problema della brand safety emerso con prepotenza ormai quasi un anno fa e impone criteri più severi per generare ricavi attraverso la piattaforma. In vista la sigla di nuove partnership

YouTube cambia policy: nuove soglie di monetizzazione, revisione manuale per Google Preferred e maggior trasparenza

È passato quasi un anno dall’esplosione del caso brand safety su YouTube, emerso in seguito a un’inchiesta del Times of London che ha fatto velocemente il giro dei giornali di tutto il mondo. Oggi, la soluzione al problema pare ancora lontana, ma Google è fortemente impegnato a ripulire la piattaforma video, uno dei suoi business a più elevata crescita. Ecco perché nella tarda serata di martedì, la società ha annunciato il più grande cambiamento di policy nella storia di YouTube, cioè dall’acquisizione della stessa avvenuta nel 2006. L’obiettivo è rassicurare gli inserzionisti sul fatto che il sito di video sia un posto sicuro e di valore per i loro investimenti pubblicitari.

Nuovi criteri

YouTube imporrà dei criteri più severi sulle tipologie di clip che possono essere monetizzate sul sito e introdurrà degli ulteriori processi di verifica per i filmati di maggiore qualità che offre agli inserzionisti, ossia quelli associabili al programma Google Preferred, una funzionalità per altro già annunciata da alcune indiscrezioni riportate da Bloomberg settimana scorsa.  Altre novità riguardano un controllo più stretto dei contenuti ritenuti “inappropriati” dagli investitori e maggiore protezione dei creator. L’attenzione alla brand safety è testimoniata anche dall’incremento di  risorse impegnate nell’attività di monitoraggio dei filmati su  YouTube, sostenuta da un algoritmo di machine learning. Un compito non semplice data soprattutto l’enorme mole di ore di video caricati ogni minuto sulla piattaforma.

Soglie più elevate per la monetizzazione degli youtuber

Dopo l’emergere del dibattito per l’accostamento di pubblicità di grandi brand, e dei partiti britannici impegnati in campagna elettorale, a video di stampo terroristico, YouTube aveva risposto alzando la soglia di monetizzazione dei creator. Nell’annuncio di martedì, l’azienda ha fatto sapere che fornirà la possibilità di generare guadagni pubblicitari solo a quei canali con oltre 1.000 iscritti e almeno 4.000 ore di filmati visti nei dodici mesi precedenti. Finora i canali dovevano raggiungere 10.000 visualizzazioni totali per poter entrare nel Programma Partner di YouTube (YPP). Noti  youtuber, PewDiePie in testa ma di recente anche Logan Paul, hanno avuto ricadute negative per via di alcuni video postati su YouTube. L’intenzione è poter filtrare meglio clip di questo tipo. La società ha aggiunto che il 99% dei creator toccati dalle nuove regole guadagna meno di 100 dollari all’anno. E non è solo una questione di quantità: “Continueremo a monitorare da vicino segnali come gli avvertimenti della community,  tentativi di spam e altre indicazioni di abusi. I canali nel Programma Partner di YouTube, sia nuovi che esistenti, verranno automaticamente valutati attraverso questi criteri stringenti e se troviamo che un canale viola le norme della community ripetutamente o in modo eclatante, lo rimuoveremo dal programma YPP”, spiega in un blogpost separato

Google Preferred

In un blogpost firmato congiuntamente dal chief business officer Robert Kyncl e dal responsabile prodotto Neal Mohan, YouTube sottolinea che, grazie alle novità, avrà più informazioni e velocità nel rispondere a una violazione delle sue linee guida, una necessità che ha portato all’elevamento degli standard. Ne è esempio l’introduzione di un processo di revisione manuale per ogni singolo spazio video acquistato tramite Google Preferred. Un argomento molto caro agli inserzionisti e alle agenzie, che, attraverso partnership o autonomamente, hanno lanciato strumenti per la brand safety su YouTube. “Ci aspettiamo di completare la revisione manuale dei canali e dei video di Google Preferred per metà febbraio negli Stati Uniti e per la fine di marzo negli altri paesi in cui l’offerta è disponibile”, fa sapere la società.

Maggiore trasparenza: in vista nuove partnership

“Nei prossimi mesi introdurremo un sistema di suitability su tre livelli, che permetterà di decidere quanto essere conservativi rispetto ai criteri di selezione e valutare il potenziale di reach corrispondente”, spiega Paul Muret, vp  Display, Video & Analytics. “Infine, sappiamo anche di dover offrire trasparenza in merito a dove compaiono le pubblicità. Abbiamo cominciato a lavorare con fornitori verificati per offrire report di terze parti sulla brand safety di Youtube. Abbiamo lanciato una versione beta con IAS e prevediamo a breve una versione beta con DoubleVerify. Stiamo inoltre valutando partnership con OpenSlate, comScore e Moat, e saremo felici di estendere la nostra offerta sulla misurazione di terze parti nel corso dell’anno”, ha concluso.