Autore: Redazione
29/07/2019

Emanuele Colli, ilMeteo.it: «Grazie a tecnologia e team siamo la testata più letta in Italia»

Il portale è stato il più letto in assoluto tra l’8 e il 14 luglio, e nel mese di maggio, secondo i dati Audiweb. «Il tempo imprevedibile spinge gli utenti a una fruizione sempre più immediata, e quindi mobile. Inoltre, il meteo è un argomento che serve a rompere il ghiaccio nelle conversazioni», afferma l’amministratore delegato

Emanuele Colli, ilMeteo.it: «Grazie a tecnologia e team siamo la testata più letta in Italia»

Emanuele Colli

L’Europa sta vivendo un’estate da record, le temperature in diverse capitali del continente hanno stracciato i massimi storici, e l’Italia non si esime certo dal trend. La vita nel luglio milanese è spiacevole, fuori dagli edifici muniti di aria condizionata si vive in climi tropicali e non c’è riparo dall’afa se non nella prospettiva di scappare nel weekend. Sempre che il meteo lo permetta. Ma che sia estate o inverno, le previsioni del tempo sono una cartina tornasole per scegliere cosa fare nel tempo libero, per prepararsi a un’altra giornata di caldo sfiancante o più semplicemente per scegliere tra una giacca e un cappotto. La tendenza a sapere “che tempo fa” è radicata negli italiani, nonostante il media di riferimento si sia spostato da tv e giornali all’online. In particolare al mobile. Un’attitudine confermata dalle classifiche di Audiweb, secondo cui ilMeteo è stata la principale destinazione dell’audience digitale italiana nella settimana tra l’8 e il 14 luglio con oltre 13 milioni di utenti unici e si è imposto anche nel mese di maggio, con 4,2 milioni di unique users e 18 milioni di pagine viste. Emanuele Colli, A.D. di ilMeteo.it, racconta a DailyNet l’evoluzione del suo sito e i perché di questi risultati.

State registrando numeri altissimi. Ve lo aspettavate?

Sono risultati che ci hanno sorpreso, quando abbiamo consolidato il tag Audiweb non ci aspettavamo di occupare un posto così in alto nella classifica dei brand editoriali. Ad averci colpito maggiormente è la corta distanza tra noi e i principali player dell’editoria, ma il meteo è un argomento che sta molto a cuore agli italiani.

Qual è il vostro approccio ai contenuti? Cosa cercano gli utenti da un sito di meteorologia?

Dietro al nostro sito c’è un’azienda altamente tecnologica che negli anni ha sviluppato un modello per produrre previsioni indipendenti. La fruizione da mobile dimostra un’esigenza continua da parte degli utenti, e in questo senso la app diventa uno strumento di servizio che in due click riesce a rispondere alla domanda dei consumatori. Inoltre, il meteo sta diventando sempre più instabile, e questa imprevedibilità stimola gli utenti a controllare spesso che tempo farà. Questo cambia anche le modalità di fruizione del tipo specifico di contenuti, e dunque la tv, un tempo principale mezzo per sapere le previsioni, sta cedendo un po’ di terreno al digitale, dove gli utenti confrontano più fonti, più spesso, e approfondiscono parametri come raggi UV, umidità e così via. Per mantenere un alto livello di informazione, poi, investiamo in quantità sempre maggiore sull’accuratezza e sul team. I risultati riportati da Audiweb sono il frutto di un lavoro svolto da tutta la nostra squadra.

Come cambia il ruolo di un portale come il vostro ora che la fruizione si sta spostando sull’online?

La meteorologia è un argomento democratico, utilizzato molto spesso come conversion starter. Nei Paesi anglosassoni, il meteo è addirittura considerato uno strumento per organizzare la vita quotidiana. Quest’attitudine, in Italia, si sta radicando solo ora. Qualche decina di anni fa, poi, in televisione erano presenti personaggi iconici come il colonnello Bernacca, Giuliacci, Baroni, ma con il succedersi delle generazioni questo tipo di figure si è estinto e sono venuti a mancare i riferimenti. La divulgazione ora è affidata a noi.

Come lavorate invece sulla distribuzione dei contenuti? Con chi collaborate fuori dal vostro sito?

L’attaccamento al brand porta traffico diretto, ma lavoriamo anche sulla distribuzione all’esterno del nostro portale. La meteorologia è diventata una commodity, ciò che ci differenzia è l’affidabilità e l’autorevolezza. Lavoriamo con il mondo GEDI su stampa e digital, con il Gruppo Caltagirone, con AdnKronos e AskaNews, ma anche con realtà della radio, come Radio Italia, Radio Deejay, Radio Capital e M2O, e con gli smartphone (Huawei e Samsung). Oltre al business editoriale, poi, lavoriamo come fornitori di servizi per le aziende che usano questo tipo di dati per il business.

Come si compone la vostra offerta pubblicitaria?

Abbiamo un sistema di vendita pubblicitaria molto sofisticato, con la nostra concessionaria, Manzoni, che ci permette di proporre adv calata con precisione sui target. Riusciamo a mettere insieme aspetti metereologici e prodotti affini, e la natura dei dati, che non si riferiscono a informazioni personali, esclude ogni problema di privacy. Una seconda fonte di ricavi sono i servizi che offriamo, ed entrambi i nostri canali economici crescono più velocemente della media del mercato.

È entrato in azienda dallo scorso aprile, su quali elementi si è concentrato nei primi mesi?

La situazione che ho trovato era estremamente positiva, quindi le prime aree su cui mi sono impegnato sono tecnologia, dove facciamo investimenti per rispondere a richieste future, distribuzione contenuti e miglioramento del prodotto, avvicinandolo sempre più alle esigenze delle persone. Anche il team è rientrato nelle priorità, ed è stato ampliato con l’introduzione di due risorse negli ultimi tre mesi. Ora siamo in 15.